Soru mira in alto

Soru mira in alto

Ho come la sensazione che questo viaggio in continente di Soru fosse diretto non tanto a raccogliere i consensi degli immigrati, quanto a tessere la tela col partito dei governatori e dei sindaci che vogliono autonomia e contestano il centralismo del PD, talmente romano-centrico da affossare ogni speranza di vittoria (ogni riferimento a Chiamparino è puramente voluto).

Soru cerca fuori dalla Sardegna ciò che la Sardegna gli ha negato. La più grossa ipocrisia del falso mito soriano (che alla sinistra piace in quanto incarna un anti-berlusconismo scorbutico e alla pari, in termini di risorse finanziarie) è proprio quella contrassegnata dal suo rapporto col PD sardo, che ha tentato di fagocitare, nonostante il ricorso al commissariamento.

A chi dice che Cappellacci è stato imposto da Roma, risponde bene Maninchedda, replicando di traverso a Marcello Fois, che anche qui aveva incrociato la spada sull’argomento. Soru è stato scelto da Roma! Messo in discussione dal PD sardo, che lui stesso ha messo in cattiva luce nella vicenda delle dimissioni, ha evitato di andare alle primarie, perché l’esito non era così certo. Gli serviva una prova di forza, che ha superato perché dall’altra parte (leggi Cabras) c’è gente esperta che sa aspettare e che prima o poi gli presenterà il conto.