Il progetto Posadas e la nostra visione di impresa turistica
Ieri Renato Soru, terminata la contestazione di alcuni sindacalisti e operai per la cattiva gestione dell’affare Legler, a Macomer è tornato a parlare del cosiddetto progetto Posadas. Un finanziamento per il recupero di caseggiati e palazzi da destinare all’albergo diffuso. Nei nostri documenti, scritti praticamente in contemporanea con l’elaborazione del progetto di Soru, si parla dell’albergo diffuso:
Riteniamo che la bassa ricettività della Sardegna (1.5 posti letto ogni 100 presenze, secondo i dati del 2005) possa essere eliminata promuovendo l’albergo diffuso, soprattutto nelle zone interne. Bisogna andare oltre il vecchio modello del villaggio balneare o del campeggio, affidando invece ai singoli privati e ai comuni la capacità di intercettare i turisti, con un’offerta congrua di alloggi. Nei piccoli paesi della Sardegna si sta assistendo a un pericoloso fenomeno di spopolamento, a fronte della domanda sempre presente di alloggi nelle città, c’è una realistica abbondanza di case sfitte. Come risolvere questa contraddizione?
Anche qui bisogna imporre il concetto dello sviluppo integrato. Nulla può essere lasciato al caso. I comuni devono continuare a ricevere fondi per il rilancio dei centri storici e devono impegnarsi a promuovere la propria immagine, in cambio riceveranno il flusso turistico dalle coste. Le coste devono dunque funzionare da volano per lo sviluppo interno. Olbia, Cagliari e Alghero, i tre grandi poli turistici, devono agire da portale per il turismo, assorbendo quello destinato alle coste e trasmettendolo all’interno. In questo modo avremmo stabilito un legame anche con il turismo delle “seconde case” che sopperisce spesso alla mancanza di ricettività alberghiera.
Attenzione alle differenze però. Per Soru rimane intatta la visione centralista, che vede la Regione sovrana e arbitro del destino economico di operatori privati. Riferendosi alle tante cooperative che gestiscono delle attività finanziate dalla Regione (dai beni culturali ai servizi di promozione turistica) Soru ha ribadito:
“Finora li hanno gestiti tante piccole cooperative, anche meritorie ma spesso precarie. È arrivato il tempo di creare un’unica agenzia regionale che utilizzi e stabilizzi il personale delle coop, e così metta in rete i vari siti: si potranno ideare biglietti combinati, manuali, pubblicazioni“.
Come si può dire? Il fine sarebbe buono, ma il mezzo è maldestro. Anzitutto si costituirebbe un altro centro di potere regionale, dispensatore di favori personali, e demiurgo del destino economico di tanti giovani, in secondo luogo viene appunto replicata la tendenda centralista, che mette in capo alla Giunta il potere e la decisione su un’attività economica che il privato potrebbe svolgere semplicemente con il solo supporto della Regione.
Perchè il problema è sempre lo stesso: le cooperative sono senza dubbio precarie, ma lo sono in quanto operano in un regime non propriamente di mercato (le sovvenzioni, in pratica, sorreggono delle società che il mercato farebbe crollare dopo poco tempo, a causa della mancata redditività). Pertanto la Regione non deve “mantenere” queste strutture, ma fare in modo che possano stare sul mercato. Come? Con delle agevolazioni dirette e indirette. Non tanto prendere in carico i giovani e assumerli (attraverso un’unica e onnipotente agenzia regionale), ma aiutarli con le leve classiche del mercato: borse di studio, incentivi fiscali, agevolazioni creditizie, supporto alle campagne pubblicitarie, promozione del territorio (promuovendo questo si promuovono tutti i servizi collegati). In questo modo i giovani stanno sul mercato e possono camminare con le loro gambe, sentendosi proprietari del lavoro svolto e non precari, aiutati da un’agenzia impersonata dalla giunta di turno.
Tornando all’albergo diffuso, la differenza con il progetto Posadas sta dunque qui. Soru prevede “un grande albergo regionale”, a basso impatto ambientale, orchestrato e messo in rete dalla Regione, con un marchio unico che garantisce di un servizio pensato in questo modo:
Dovranno essere previste soluzioni innovative negli elementi di arredo delle camere e degli spazi comuni. All’interno delle “Posadas” ci saranno libri di storia, poesia e letteratura della Sardegna insieme a brochure, fotografie e immagini per promuovere il territorio. È prevista la valorizzazione di prodotti enogastronomici locali. Nel recupero degli edifici dovranno essere utilizzati pietre e materiali locali riconducibili all’identità dei luoghi.
Io dico che sarebbe meglio consentire ai privati di sfruttare i propri locali da adibire all’albergo diffuso, nuovamente proponendo delle condizioni di favore, valide anche per chi non ha intenzione di adeguarsi ai canoni previsti dal progetto. Un marchio del genere finirebbe per rappresentare una concorrenza sleale, in quanto assicura delle condizioni favorevoli, solo se si accede a particolari condizioni indicate dalla Regione. Ma io, per quanto mi riguarda, devo essere libero di poter fare impresa, osservando le leggi, secondo i modi che ritengo più opportuni per trarre profitto. Una cosa che Soru, non mi sorprende, dopo cinque anni stenta a comprendere.
UPDATE. Qui la polemica tra Paolo Maninchedda e Marcello Fois.
Comments
Massimiliano
Dirigismo in economia
La “centralizzazione” in un’unica “agenzia regionale” significherebbe confermare, ancora una volta, una visione Cagliari centrica.
Massimiliano
Per far decollare un progetto del genere sarebbe necessario fare offerte “chiavi in mano” in collaborazione con le compagnie aeree. In tal senso sono interessanti le affermazioni di Berlusconi a Nuoro sulla possibilità di promuovere una gestione degli aeroporti di Tortolì e Oristano con le compagnie Low Cost…
Ma a questo punto non sarebbe importante fare anche un aeroporto “Low Cost” nel nuorese?
Se dovesse sembrare eccessivo si può considerare che nella val Padana tra aeroporti internazionali, nazionali, regionali vi sono 200 strutture. In Sardegna appena 5 (3 internazionali e 2 nazionali).
Massimiliano
ULTIM’ORA – BERLUSCONI
Roma, 3 feb – “Soru è un incantatore di serpenti, è una persona che ha fallito in tutto quello che ha fatto: è fallito come imprenditore, come politico, come governatore”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, intervistato da Studio Aperto. “Come imprenditore – ha spiegato – ha messo su un’azienda che è riuscita a inanellare undici anni di perdite continuative per un totale di circa 3 miliardi e 300 milioni di passività: incredibile ma vero. Un’azienda che è stata quotata in borsa e che ha raggiunto il valore per azione di oltre 100 euro e ora vale solo 38 centesimi. Pensa quante persone sono state defraudate e impoverite da questa situazione. Un’azienda che sta dimezzando i suoi organici, che ha licenziato anche recentemente oltre 250 persone. Io penso che un imprenditore che non è riuscito a far funzionare le sue aziende non possa presentarsi come colui che potrà portare sostegno e aiuto alle aziende della Sardegna. Come politico ha distrutto con il suo carattere torvo la stessa coalizione di sinistra che lo sosteneva in un teatrino di risse continuative con la farsa poi ultima delle dimissioni. E terzo, come governatore, la Sardegna è arrivata al record di famiglie sotto il livello di povertà e di disoccupati. Eppure c’è la sinistra che continua a portarlo sugli scudi. A leggere i giornali di sinistra gli fanno dei monumenti, per non parlare poi dell’Unità che è di sua proprietà e lo incensa quoridianamente e usa addirittura toni poetici nel presentarlo”.
3 feb 2009 13:26
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Sante parole Berlusconiane… come può governare la regione uno che non è in grado di gestire al meglio le proprie aziende???? Non può governare….. ha rovinato la Sardegna…. peggio Soru….. comunque un fraterno grazie a Soru e ai suoi candidati stamane sono arrivati tanti volantino a casa… che mi sono serviti per accendere il fuoco…. stranamente hanno preso subito fuoco…. grazie Renato…. Giorgio
>Bruno posso mettere in un commento l’annuncio della manifestazione di venerdì a Bolotana… non lo metto perchè prima voglio il tuo permesso…. ciao Giorgio……
G. Satta
Parole di offesa lanciate da una tv di propria proprietà. Parole per cui non può essere chiamato a rispondere, perchè protetto dal Lodo Alfano.
Un grande esempio di balentia, di valore personale e superiorità morale!
La cosa più triste, e che ci sono sardi che gli danno corda.
Alla faccia della “costante resistenziale sarda”!
Bobbore
Eh, ma dagli il tempo di fare quello che Berlusconi ha fatto con la pubblicità in Mediaset et assimilabili…vedrai che si riprende anche il titolo di Tiscali. Che Berlusconi abbia la benchè minima idea di cosa sia stato fatto e cosa a Cagliari negli ultimi 4 anni, non ci scomemtterei neanche il mio TFR, e sono un cocopro…
Per il resto, capra e cavoli come al solito. A un interessantissimo, e condivisibile post del Murgia, si va fuori tema con l’opinabile e di parte giudizione dell’imprenditore presidente del consiglio con l’imprenditore governatore. E ribadisco il mio invito a parlar di politica e non di economia aziendale, non siamo in tv.
Ottimo sarebbe un grosso aereoporto nel centro sardegna, funzionale e low cost, ne gioverebbe l’economia sarda tutta. Per quanto riguarda il paragone con gli aereoporti del nord, io penserei alla sostanziale differenza in termini di ABITANTI tra la val padana e la Sardegna. E al fatto che molti di quei 200 aereoporti sono assolutamente inutili.
Dirigismo si, dirigismo no…io continuo a prefereire un forte organo che decida in fatto di piani regolatori e pianificazione (…eheh) economica. Nei fatti la Regione, o suoi organi dedicati (quali? boh…ma non di certo l’associazione alberghieri italiani, o i singoli comuni in anarchia)
Bobbore
“un altro centro di potere regionale, dispensatore di favori personali”
Bruno…siamo franchi. Il rischio che si debba entrare nelle grazie di qualcuno per avere (ad esempio fra tanti) un licenza per uno stabilimento balneare, è più alto se a decidere è il comune, se non la regione. E ancora più alto è se a decidere deve essere un qualche organo di categoria (faccio per dire, non so quale sia l’alternativa al nuovo centro di potere regionale).
E poi su, va bene il liberalismo…ma come si può pretendere che chiunque abbia una casa sfitta possa farne un albergo in autonomia senza dover rendere conto a nessuno di cosa offre e cosa prende?
Io non vedo grandi pecche nel progetto posadas, e neanche tu…Dove deve arrivare la decisione del pubblico e dove si deve fermare lo spirito d’impresa, di questo, per indole politica, potremmo parlarne a lungo e sperare di arrivare all’equilibrio.
GIORGIO GIOVANNI GAIAS SCARPA
Non sono parole di offesa ma, parole giuste…. Berlusconi ha ragione….. finitela con questa storiella del Lodo Alfano gli ITALIANI HANNO IL DIRITTO DI ESSERE GOVERNATI DA CHI HANNO VOTATATO CIOE’ L’ON. SILVIO BERLUSCONI e bo con questa pantumina…..
Per la questione del post. Bruno ha perfettamente ragione quando dice che sia meglio dare la possibilità ai privati di sfruttare i propri locali da addibire ad albergo diffuso…. dici che ti meraviglia che in cinque anni non ha capito questo… scusate secondo me in cinque anni non ha capito NIENTE…. è tutto fumo e niente arrosto…… i sardi hanno il diritto di essere trattati da cittadini liberi e non da semplici sudditi marionette…. La Sardegna deve tornare a sorridere…. Giorgio….
Vorrei brevemente rispondere a IoMe sulla storia della discarica… quella discarica non poteva contenere amianto nel 2003 come nella carta non ne può contenere adesso fatto sta che c’è ne molto anzi troppo….. l’inchiesta l’ha fatta l’Espresso non Panorama….. Giorgio
watergate
“E poi su, va bene il liberalismo…ma come si può pretendere che chiunque abbia una casa sfitta possa farne un albergo in autonomia senza dover rendere conto a nessuno di cosa offre e cosa prende”
Bobbore, si rende conto allo stato. Ci sono delle leggi che regolano questa attività. Come al solito è impossibile criticare una cosa di Soru.
Se io ho una casa e voglio renderla casa vacanze, perchè devo subire la concorrenza sleale della Regione? perchè, per avere dei benefici promozionali, devo assoggettarmi a un marchio inventato sul momento, devo riempirla di libri…
Una P.A. che intende decidere perfino degli arredi dei beni utilizzati per un’attività economica, è una P.A. che non si fa agli affari suoi, intrusiva, socialista, statalista. Una rovina in pratica.
watergate
leggi: “che non si fa gli affari suoi”
Bobbore
Provato, privato, privato…chentu concas chentu berrittas. Se ammettiamo che l’albergo diffuso è una grossa opportunità, ammettiamo anche che è impensabile che se ne faccia un far west.
E qui siamo alla sana diatriba fra destra e sinistra, al di la degli attacchi propagandistici. A sinistra, è meglio il cappello della pubblica amministrazione (incrociando le dita perchè funzioni bene e in maniera non clientelare, daccordo). A destra libertà di fare a piene mani al privato.
Tu dici che se ne rende conto allo stato, io dico che si rende conto alla rappresentanza dello stato nel territorio, tanto più che tutti si riempiono la bocca di autonomismo, sopratutto in campagna elettorale…poi se la Regione pretende di decidere, è Soru l’accentratore.
Per quanto riguarda il “come al solito non si può criticare Soru”, hai abbondantemente sbagliato bersaglio.
watergate
Bene, prendo atto del bersaglio, ma non puoi pensare di scrivere, grosso modo, che chiunque apra un’attività regolata dallo stato stia facendo una cosa anarchica, e che un’operazione come il progetto Posadas la regoli.
In realtà il Progetto lo dice bene: si tratta di una visione collegata al PPR, e quindi di una visione parziale, partigiana, frutto di quella impostazione.
Regolare minuziosamente l’attività privata. Fino a prova contraria il contrario dell’attività privata non è l’autonomia regionale, come vorresti farmi credere con questo commento, ma il dirigismo.
Noi dobbiamo combattere il dirigismo. Dobbiamo combattere la tentazione di uniformare l’attività privata, costringendola ad assoggettarsi a canoni figli di una visione univoca, perché quella visione può essere buona per questo tempo, ma può facilmente entrare in crisi domani, come è ampiamente dimostrato. (E ciò vale anche per l’eccessiva liberalizzazione).
Se invece seguiamo le regole del caro vecchio liberalismo, nel quale l’utile è temperato dal bene comune, vedrai che chi si vuol fare una casa vacanza se la fa, in barba ai marchi promossi da Soru, e osservando le regole (o in virtù di queste) degli articoli della Costituzione, e agirà in un contesto libero, nel quale, come al solito, la spunta chi offre un miglior prodotto. Con benefici che ricadono sulla collettività.
Perché invece voler stabilire a monte che il miglior prodotto sarà per forza quello col marchio Posadas?
Potrei citare duecentomila esempi di come questo modo di pensare abbia miseramente fallito. I marchi di qualità hanno senso se attribuiti ad ambiti economici di nicchia, che lo meritano, che vengono dalla tradizione. Non fittiziamente, creando delle pieghe nel mercato.
In Sardegna, autonoma o no, vige ancora il principio del libero mercato, per quanto ne sappia.
Massimiliano
Bobbore
un sesto aeroporto nel nuorese (non grande, piccolo, low cost) servirebbe a portare magari 300.000 turisti all’anno con pacchetti all inclusive dando fiato all’economia della Sardegna centrale e farebbe sviluppare anche un sistema di alberghi diffusi. Un aeroporto non ad uso dei soli residenti… sarebbe ingiustificabile.
Massimiliano
LOLLOVE
Ocio a chi investirà a Lollove – Nuoro
giampiero
Fossi in voi mi scalderei di meno e tanto meno eviterei di scannarmi per un bando regionale. Piuttosto spererei che non si tratti dell’ennesimo bando finalizzato al non spendere i soldi stanziati. Tra l’altro non sarebbe la prima volta che la Giunta Soru pubblica un bando, dove Comuni altri Enti e privati dopo aver speso risorse per la consulenza e per la progettazione rimangono con un pugno di mosche in mano. Dico questo in quanto dopo che vengono pubblicate le graduatorie si perdono notizie sui procedimenti successivi. Rimane solo l’illusione di essere stati ammessi al finanziamento. Per avere esempi in merito andate a chiedere notizie sul bando relativo alla misura 4.14 oppure del bando Domos o del bando Civis tutti pubblicati nel 2006. Per ciò che concerne l’albergo diffuso sarebbe un ottima idea, anche se di fatto in Sardegna specialmente nell’interno non si riesce ad occupare a pieno le strutture ricettive presenti. L’ideale sarebbe quello di importare il sistema turistico del Trentino Alto Adige dove tutti gli operatori hanno fatto sistema e vengono gestiti attraverso un unico portale dove viene integrato pubblico e privato coinvolgendo anche altri settori come l’artigianato e la cultura.
Maralai
scusate il disturbo; il post al mio blog http://www.maralai.ilcannocchiale.it
^^^
Sardegna elettorale fuori binario: “convogli” senza freni.
Berlusconi: “Soru è un fallito”
La replica di Soru: “Berlusconi è sconcertante, pensi a fare qualcosa per gli italiani”
Un consiglio ad entrambi( passate parola, amici): usare le parole ad inchiostro a termine; in modo tale che dopo le elezioni una salutare sciroccata possa portarle via. Non ci piacciono i lasciti rancorosi. Non a caso c’informiamo al sistema bipartitico c.d. “americano”, dove dopo la “sussa” politica entro le primarie, il vincitore è il leader della coalizione e il suo antagonista diventa pregiato collaboratore; e dove ancora lo sfidante sconfitto s’inchina all’avversario vittorioso chiamandolo persino “mio comandante”. Che poi insieme, ad elezioni avvenute, a selezione operata, benchè uno vittorioso e l’altro no, festeggiano insieme senza fraintendimenti di ruoli.
Per dire: ho sentito Renato Soru al mio comune (ma anche in tv) in uno spettacolare scenario di pubblico, e dico che non mi è piaciuto quando ha dato una descrizione tabaretistica e claunesca dei suoi avversari (“dai smetti di parlare Ugo, che andiamo a mangiare…”-e la chiudo qui), ed oggi non m’è piaciuta per niente questa dichiarazione di Berlusconi sull’asserito fallimento di Tiscali. Perchè non mi è piaciuta? Perchè io in una azienda in crisi vedo un dramma non solo economico ma anche umano, che poi diventa sociale. Perchè dove ci sono drammi economici ed umani non mi piace sentire certe battute. E poi dello scontro politico non mi piacciono le “disamistades”(discordia odiosa e perenne), ma anche perchè auspico sempre che i protagonisti della politica diano il meglio del loro talento, e mai portino ad abbrutimenti vicendevoli.
Maralai
Marcello
É di per se un fatto grave che un presidente del consiglio in carica attacchi sul piano personale un candidato alle elezioni regionali, ma che in un momento di crisi internazionale si cerchi di affondare una società quotata in borsa tra le più importanti della Sardegna è proprio criminale… tanto c’è il lodo Alfano!
Maralai
nel post ho scritto:…”possa portarle via”, intendendo …vv …”possa portarlo via..”(l’inchiostro).
mn
ermogene
Caro Bruno,
dopo aver letto il tuo interessante sito, concludo , che uscendo da una logica binaria, destra-sinistra, laici-cattolici, si potrebbe tentare di superare l’eredità del secolo scorso e si potrebbe cercare di ragionare con nuove categorie mentali. Quelle che hai scritto conferma che tu per molti versi sei più soriano di quel che pensi ( forse Soru é a più a destra di quel che dichiara?). In ogni caso, e i tanti amici in comune di sinistra confermano, che forse si potrebbe superare una divisione più formale che di sostanza, rilanciando la politica che si interessa del bene comune. La Sardegna aveva bisogno di un pò di centralismo?Possiamo superare la logica dei”comuni” che a volte invece di portare valore aggiunto e ricchezza, hanno seminato egoismi e bloccato lo sviluppo della Sardegna intera? Il progetto Posadas e il tuo progetto rilanciano l’idea delle reti allargate, della distribuzione della ricchezza ( ebbene si, da sinistra devo dire che dobbiamo produrre ricchezza… dobbiamo dividere la ricchezza non la povertà) con simpatia Ermogene
replica di soru
CAGLIARI – «Provo una pena infinita per Berlusconi e per tutti noi che meritiamo un rappresentante migliore nella massima carica del Governo». È una replica al vetriolo quella che Renato Soru riserva al presidente del Consiglio, dopo essere stato apostrofato dallo stesso come «un fallito». Il candidato per il centrosinistra alla carica di governatore della Sardegna ha risposto alle sortite televisive del premier Berlusconi sulle reti Mediaset. «Non ho nessuna paura di lui – ha spiegato Soru – e tantomeno della sua presenza in Sardegna. Mi convinco sempre di più che perderà queste elezioni e che in Sardegna perderà pure la faccia».
«COME CALIGOLA» – Poi ancora un affondo del candidato di centrosinistra sul premier: «Mi ricorda Caligola – ha affermato – anche per le modalità con cui sceglie i suoi collaboratori. Verrà ricordato come Caligola e non come Adriano». «Mi fa una pena infinita – ha ribadito l’ex presidente della Sardegna – perché nemmeno all’età di 73 anni, riesce a raggiungere quella maturità, quella serietà e quel minimo di distacco dalle cose. Ma ancora di più mi fa pena perché nemmeno con quella che si chiama la grazia di stato, cioè il suo ruolo istituzionale, riesce a migliorare. Tanti uomini con mille debolezze sono diventati migliori quando hanno avuto responsabilità così importanti. Di lui questo, purtroppo, non si può dire».
«RICORSO CONTRO IL GIORNALE» – Sulle apparizioni in tv del premier Soru cita i dati del Centro Ascolti: «Un’ora e 29 minuti a Berlusconi con lo sfondo del candidato Cappellacci, un minuto e venti a me senza far mai sentire la mia voce». «Il premier – ha continuato Soru – fa un uso sconsiderato dei mezzi d’informazione della sua famiglia». A partire dal quotidiano Il Giornale: «Ha pubblicato delle affermazioni false che abbiamo denunciato – ha ricordato l’ex governatore – abbiamo chiesta una rettifica, che ci è stata rifiutata. Ora presenteremo in tribunale un ricorso, procedura d’urgenza ex articolo 700 per ottenere la procedura d’urgenza per la rettifica alle menzogne pubblicate. Tra queste che a Tiscali si stanno licenziando 250 persone. In realtà a Tiscali non si sta licenziando nessuno: 70 persone hanno usufruito dell’opportunità di esodo incentivato, nemmeno un’ora di cassa integrazione».
http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_04/soru_berlusconi_replica_e85e27c2-f2e8-11dd-8878-00144f02aabc.shtml
watergate
giacomo andrea satta, questo pezzo l’ho già richiamato nel commento di sopra, non c’era bisogno, di metterlo qui in primo piano, fuori contesto.