Soru? Un pescecane
Intervista a Giovanni Valentini, ex direttore dell’«Espresso», ex vicedirettore di «Repubblica», dal 2001 al 2003 direttore editoriale di Tiscali.
Come salì sulla barca di Soru?
«All’epoca, come molti colleghi, pensavo che il futuro della comunicazione fosse on line».
E si avvicinò al Berlusconi del web…
«Lo invitai a cena con Scalfari. Soru si presentò con la sua addetta stampa… E già rimasi perplesso. Dissi a mia moglie: questo è uno nuovo…».
Però Tiscali la stuzzicava…
«Ero intrigato: stava cambiando il modo di comunicare. Ne parlammo alla presentazione di un mio libro. Mi disse: guarda, io non ne so nulla, il mio mestiere è solo connettere i pc».
E l’avventura iniziò…
«Lasciai la vicedirezione di Repubblica e cominciai a lavorare tra Cagliari, Roma e Bruxelles. Individuai in Soru un protagonista dell’editoria digitale come Berlusconi lo fu per la tv».
Continuava a scrivere per «Repubblica»?
«Ezio Mauro ritenne opportuno sospendere la mia rubrica il sabato del villaggio. Quando accadde, Furio Colombo e Antonio Padellaro mi proposero di trasferire la rubrica sull’Unità».
Continua su Il Giornale – Desidero ringraziare la prof. Simonetta Sanna, per il suo commento al post-dibattito sulla sua recente intervista, per un disguido era finito in moderazione, ma è stato prontamente ripristinato. E naturalmente la ringrazio doppiamente perché so che è sempre spiacevole leggere dei commenti poco edificanti, anche in un blog aperto come questo, soprattutto diretti a una persone delle sue qualità umane e professionali, che non conoscendola non dovrebbe essere giudicata per il solo fatto di aver parlato in un certo modo di Renato Soru.
UDATE. Oggi sul Foglio: Repubblica scarica Soru. Ultimo sondaggio: Cappellacci in vantaggio su Mr Tiscali. L’ arrivo di Veltroni, ormai inviso a tutto il Pd, fa perdere punti preziosi. Secondo gli esperti della comunicazione vicini al Cap sta scemando l’ orgoglio identitario e di velluto perchè Soru non parla di programmi ma insiste in una lotta forsennata contro Berlusconi e i colonizzatori. Strategia che alla lunga non paga.