Simonetta Sanna: “Soru? Un manager che governa dei sudditi”

"Soru? Con lui poca democrazia"
Eletta con Soru nel 2004, Simonetta Sanna, preside della facoltà di Lingue, traccia un bilancio della sua esperienza con Soru e ha il coraggio di dire quello cose che molti nascondono.
D. Simonetta Sanna, nella lista dei candidati il suo nome non c’è… come mai ?
R. Mi hanno proposto la ricandidatura ma ho rifiutato. La precedente esperienza non è certo stata entusiasmante.
D. Eppure ha creduto nel sogno di Soru…Invece?
R. Confidavo in un rinnovamento della politica e in una modernizzazione economica e sociale della Sardegna. Ma che delusione…
D. Cosa non ha funzionato?
R. Il rinnovamento non c’è stato. Mi auguravo che con soru si potesse far politica, considerando gli individui cittadini con dei diritti e non soltanto sudditi. Invece…Quanta esposizione mediatica!
D. Cosa l’ha delusa di più?
R. Se vogliamo conservare una differenza tra destra e sinistra certi metodi li dovremmo lasciare ad altri. Sui temi del rinnovamento, delle donne e dei giovani la maggioranza ha fallito, ahimè. I buoni propositi sono rimasti lettera morta.
D. Dove ha sbagliato il Governatore?
R. non ha valorizzato i singoli. E poi: poco dibattito, partecipazione, democrazia.
D. In tanti denunciano:Soru ha gestito il potere a livello personale. Condivide?
R. Ha agito come un manager. La storia avrebbe dovuto insegnarci che le grandi personalità del novecento hanno fatti danni enormi. E invece…
D. Soru ha superato il suo conflitto di interessi ?
R. Mi viene da ridere… Scusi: io e le ci candidiamo. Io, però, ho due miliardi di euro da investire in campagna elettorale… Secondo lei c’è qualcosa che non va, si o no ?
D. Secondo il Pd, o almeno parte di esso, no…
R. Infatti l’intero partito dovrebbe meditare. Sta discutendo, certo, ma troppo poco.
D. Pessimista?
R. Si, c’è troppa vicinanza tra le problematiche economiche e politiche. Io non riesco a considerare la politica come una lotta di potere.
D. Però lo scontro sul piano paesaggistico sardo, che ha portato alle dimissioni di Soru, era un tema politico, no?
R. il dissenso riguardava una quisquilia. Soru s’è dimesso perché spera che nella nuova legislatura non ci siano forze con cui doversi confrontare.
D. Il suo ragionamento è stato “O con me o contro di me”?
R. Precisamente. Mi va bene tutto ma poi non possiamo criticare Berlusconi… Ma soprattutto non mi si chieda di dimenticarmi di avere un cervello.
