Ossessionato dal Cav, l’ ex-gov si incarta. Il 2004 è molto lontano

Attilio Deffenu
Il sito di Soru propone un estratto di 11 minuti e 19 secondi dell’ intervento del candidato alla presidenza a Nuoro. I primi 4 minuti passano via nella rabbia contro il presidente del Consiglio: il solito campionario di cose trite e ritrite del anti-berlusconismo militante, radical-chic bolso e stucchevole. Presente, ovviamente, la nomenklatura nuorese, sempre al comando da un secolo e mezzo.
Poi Soru si lancia in una roba sgangherata. Parla delle servitù militari, ma omette di dire che è il governo di centrodestra, e in particolare il ministro della difesa La Russa, ad assicurare trenta milioni di euro di risarcimento per le vittime dell’ uranio impoverito.
La sua è una tirata ideologica, mal pronunciata e falsa. Loro, rivolto a noi, vogliono l’ Università privata. (Evita di dire che il presidente del suo partito, il barbaricino Roberto Deriu, vuole trasformare l’ Università nuorese in fondazione). Noi, riferito a se stesso, quella pubblica. Ma Soru si dimentica di dire che ha studiato alla Bocconi. Sissignori: l’università privata per eccellenza!!! E omette di dire, Mr Tiscali, che per quattro anni e mezzo ha ostacolato in tutti i modi possibili l’attività dell’ ateneo nuorese, fino a renderlo praticamente agonizzante. Dunque, quando l’ex governatore dice che bisogna investire in conoscenza, parla per slogan perché non ci crede neanche lui.
Non è finita. Se Cappellacci a Nuoro parla della nostra provincia – dati alla mano – come l’ ultima d’Italia in quanto a sviluppo e si impegna a garantire le risorse per il funzionamento della formazione superiore, Soru si lancia in una non meglio precisata industria del futuro. E poiché sa di avere la coda di paglia, improvvisa uno strampalato discorso su Ottana. Abbiamo aiutato Ottana! Dove, di grazia? Ma che dici? Cita Equipolymers: ma se i dirigenti di quella società lo avessero sentito forse lo avrebbero inseguito fino a Città del Capo per dargliene di santa ragione!
Non dice niente delle cose fatte sul territorio perché ammontano a zero. Saranno testimoni, ritengo, gli imprenditori e persino sindacati, i quali hanno proclamato alcuni mesi fa uno sciopero per denunciare lo stato di crisi totale. Ovviamente, senza che il governatore allora in carica si fosse minimamente fatto vedere.
E’ giornata di festa, tuttavia. Poteva mancare Nanneddu meu ? Auuuugh… un potente sbadiglio ci assale.
Almeno noi, ieri, in mezzo anche a qualche risata che non fa mai male, abbiamo citato il grande nuorese Attilio Deffenu. Sì, quello morto sul Piave nel 1918. Quello che combatteva per la Sardegna e per l’Italia.
Impossibile che a Nuoro ci fossero tremila persone. La Nuova dice che è pareggio con Berlusconi, che anche per il Cav c’erano le stesse persone. Ma dove ? L’ Eliseo conterrà massimo 800 posti. Le altre 2200, di grazia, dov’erano stipate ? Esilarante poi il menestrello Marras: ” il partito sardo si è venduto ad Arcore!”. Lui per il listino, che magari i cd non rendono più.