Gli intellettuali sardi sono sempre di una noia mortale...

Gli intellettuali sardi sono sempre di una noia mortale...

Facciamo un breve riepilogo della giornata ieri. Del sole nuorese vi abbiamo detto. Non sono stato al Nuraghe Losa ma ho atteso la carovana presidenziale all’ Euro Hotel. Stamattina leggo della polemica sui nuraghi come magazzini. L’esimio Lilliu e la Mongiu come il cane di Pavlov: indignati. Ma che palle siete.

C’erano effettivamente molte forze dell’ordine schierate e cecchini sui tetti dei palazzi. Quando Berlusconi è arrivato aveva quel suo maglione blu sotto la giacca. Ha stretto un po’ di mani e poi ha detto : “alle due devo sentire Mubarak”. Intorno si affannavano varie persone. Il servizio d’ordine bloccava chiunque. E quel chiunque rispondeva: sono il tale, sono la tale e tutti si affannavano a dire novità sui sondaggi, a raccontare cose intimissime di Berlusconi, a spiegare quale era il programma del presidente. C’erano delle onde di movimento. Le conosco bene: nelle grandi manifestazioni ci sono i codazzi, tipo fiumi impazziti e gente che corre per non perdersi nulla.

E infatti, poiché il codazzo non è il massimo, io e il mio amico Peppino Cossiga ce ne siamo andati giro per la città e dopo pranzo abbiamo passeggiato su viale Ciusa e ho illustrato alcune cose del centro storico nuorese. Ditemi quello che vi pare, ma il Monte Ortobene, la vallata che si apre al Corrasi e al Supramonte, con le cime innevate, e quel pezzo di Gennargentu lì lontano fanno il loro grande effetto. Ed è allora che mi sento proprio nuorese: non c’è niente da fare.

Dunque alle tre e mezza eravamo già all’Eliseo. Devo dirvi che l’Eliseo è stato ristrutturato bene. E’ il cinema dei nuoresi e attualmente è molto ben gestito. Penso che il mio amico Giancarlo Marcialis – irriducibile compagno – vedendosi tutta quella strana gente pidiellina abbia attinto a tutta la sua lunga professionalità. Fuori, di fronte all’entrata, c’era il manifesto della Barracciu, del Pd. Non è successo niente: e poi dite che noi del centrodestra non siamo democratici.

Una chiacchiera tira l’altra, i giornalisti che vagano per il teatro, il servizio d’ordine che ci costringeva a stare seduti, e un amico che ti chiama, insomma ad un certo punto sono arrivati Cappellacci e Berlusconi. I miei nuovi amici soriani del blog lo detestano, ma è piuttosto difficile non riconoscergli un grosso grosso carisma. E’ un uomo che si offre in pasto alle persone: una chimica che solo i grandi leader sanno produrre.

E devo dirvi che anche Ugo C. – rispetto all’emozione di Cagliari – è nettamente migliorato. Ieri ha pronunciato un discorso secco, diretto, senza fronzoli: le qualità del nostro candidato. Ha citato Deffenu e il museo Man, ha parlato di università nuorese e di sanità. Non è stato generico e ha offerto numeri devastanti sulla realtà economica del centro-Sardegna. Ha parlato di cultura e a me è piaciuto. Fossi nello staff di Ugo, svilupperei le qualità di calma e solidità e produrrei un decalogo di interventi concreti da fare nei primo cento giorni. Sfiderei Soru sul terreno delle innovazioni: dall’ ambiente alla ricerca. Farei di Nuoro il polo della ricerca. Organizzerei un bando: 5 idee per l’Isola. Solo roba altamente innovativa. E solo idee under ’30.

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