Entries from: gennaio 2009

Cappellacci: “Se vinco realizzerò 100 mila posti di lavoro”

Domani magari seguirà un’analisi più dettagliata dell’incontro di oggi. Circa 4 mila persone per assistere ad un Berlusconi in palla e sintonizzato con l’ Isola. L’applauso più forte è per Beppe Pisanu.

La notizia è però questa: Cappellacci ha promesso 100 mila posti di lavoro con un piano decennale. Fattibile ? Sì, a patto che vi siano interventi su energia, infrastrutture e impresa.

Poi c’è stato un fuori onda ridicolo:  il comizio è stato interrotto per via delle contestazioni di un gruppo di studenti, che si sono presentati con una serie di cartelli contro la riforma della scuola. Inutile dire che se avessero studiato un po’ di più avrebbero evitato la figura penosa che hanno fatto.

Coraggio, riprendiamoci la Sardegna

Cappellacci lancia la sfida a Soru

Cappellacci lancia la sfida a Soru

Oggi, se tutto va come deve andare, Cappellacci potrà assumere l’inerzia della campagna elettorale. Di fatto, il nostro Ugo è una novità della politica regionale e per questo è stato scelto. Stasera alla Fiera – insieme a Berlusconi – avrà la possibilità di pronunciare un discorso semplice, chiaro, sereno, con lo sguardo rivolto al futuro, senza inutili drammi, senza labbra che si contraggono per lo sforzo di esprimersi. Senza fare l’analisi del sangue della sardità a chiunque non si schieri con Mr Tiscali.

Ci sono tutte le possibilità. Non solo per la difficile crisi economica in cui versa l’Isola. Non solo per le fabbriche che chiudono e i giovani che hanno ripreso la strada della fuga. Non solo per le imprese che in quattro anni e mezzo non hanno visto niente che andasse a loro vantaggio. C’è dell’altro.

Renato Soru il modernizzatore sta utilizzando i più triti e ritriti clichè dell’anti-berlusconismo militante, utilizzandoli in salsa nuragica e cercando di profittare (come fa il capitalista rapace) della crisi di Veltroni. Il governatore uscente ha riesumato dalla tomba politica Prodi, il peggior premier che l’Italia abbia mai avuto, e così lancia la sfida a Berlusconi.

I numerosi commentatori di sinistra di questo blog preferiscono concentrare le loro attenzioni sul premier in carica e fanno finta di non vedere la rete di potere che Soru ha messo in campo e le molte zone oscure del suo operato, comprese le gite con l’elicottero dei Carabinieri per mostrare le bellezze sarde. Omettono, anche, di ricordare l’esclusione dalla Giunta dell’ex assessore del bilancio Francesco Pigliaru, a testimonianza che intelletti liberi non piacciono al tycoon.

Oggi Berlusconi dirà di essere amico dei sardi e farà dell’Isola un caso nazionale. Prenderà impegni seri: sulla chimica, sull’impresa, sull’insularità e sul fisco, sui cantieri infrastrutturali. Noi classe dirigente sarda dovremo metterci del nostro e sfidare Soru e ciò che rimane del Pd sulla mentalità dei nostri cittadini, sulla volontà di migliorarci, sull’apertura di questa nostra Isola all’ Europa e al mondo. Non c’è alcun bisogno di abbottonarci la camicia fino a strozzarci o uscire in giacchetta di velluto, la sostanza è altra.

Se fossi Cappellacci organizzerei una sorta di bando e chiederei 10 idee 10 dal sapore totalmente innovativo e accetterei quelle che provengono da persone (ahimè, sono fuori) con meno di trent’anni. Lancerei l’ecologia di destra (perché esiste, statene certi) e non avrei timore di confrontarmi con gli intellettuali che sostengono Soru. Ecco: se devo indicare delle pecche, le individuerei proprio nel difficile rapporto tra centrodestra e cultura.

Il resto, i colonizzatori, i fustagni e i cusinzi, Prodi, Veltroni e certi slogan mi fanno l’effetto di un Rizen: noia e sonno.