Entries from: gennaio 2009

I commenti e lo spam su questo blog

Non c’è frase migliore di questa: gli dai una mano e si prendono il braccio. Ed è quello che sta capitando in questo blog, che a causa del suo esser letto parecchio, in questa campagna elettorale, non solo in consiglio regionale, alla camera, nelle redazioni dei giornali e delle tv, dalla gente comune che vuole informarsi, è diventato un facile bersaglio della lotta politica. Volete questo? Bene.

Sappiate innanzitutto che lo staff di Soru sta prendendo un grosso abbaglio nel ritenere che questo blog possa essere facile preda della sua propaganda, io scrivo i post, commento quando posso, ma il blog non rimane incustodito, come avrete potuto notare. Ed è custodito da persone esperte che mi hanno rappresentato una situazione francamente imbarazzante.

Ecco in breve i fatti disdicevoli che sono successi e che produrranno delle precise conseguenze:

1) Alcuni commentatori hanno tempestato i commenti di link da fonti parziali, molto vicine a Renato Soru, in modo del tutto sconsiderato e fuori argomento, con dinamiche da SPAM. Questo comportamento è stato tollerato fin tanto che non ha prodotto danni, e fin tanto che i commenti rimanevano nell’alveo di una civile discussione. Ma la misura è colma.

2) Altri commentatori, approfittando di quest’ampia libertà loro concessa, oltre che insultare alcuni ospiti, come la prof. Simonetta Sanna, che via via sono intervenuti, hanno proseguito con lo spam, arrivando a riproporre i loro commenti due – tre volte al giorno nell’arco di un giorno, senza alcun criterio logico, al solo scopo di mantenere in rilievo gli argomenti favorevoli all’ex presidente Soru.

3) Altri commentatori abituali, che si spacciavano in buona fede, utilizzando lo stesso IP, nel giro di un minuto hanno riproposto gli stessi commenti, sempre zeppi di link esterni a fonti vicine a Soru, al fine di mettere in rilievo le sue posizioni, con tecniche che si possono definire, senza esitazioni, di SPAM.

Tecniche di spam

Tecniche di spam

La stessa fonte richiamata ossessivamente

La stessa fonte richiamata ossessivamente

Questa spazzatura, continua, pervicace, totalmente interessata, ha intasato i commenti, non corrispondendo per nessun motivo alla corretta discussione che si può instaurare tra persone che la pensano diversamente. Un conto è commentare con le proprie posizioni, discutendo anche animatamente e difendendo le proprie idee, un conto è invadere un blog con delle contro-argomentazioni preparate su misura e ricopiate in diverse fonti online, ripetutamente, e con il solito criterio di svolgere opera di contro-informazione a favore del candidato Soru. Ci sono decine di esempi di commenti rilasciati in questo blog che sono presenti in altre fonti online: non si tratta di semplice copia-incolla, ma di un’azione coordinata e continuata, alla quale intendo porre immediatamente FINE.

Non sta a me giudicare il rapporto che c’è tra chi dirige le operazioni e fa questa opera di spamming, fatto sta che avendo sotto mano le prove di questo scorretto comportamento, mi vedo costretto ad aumentare il livello di moderazione del blog, impedendo che questi fenomeni di spamming si ripetano.

Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Soru? Un pescecane

Intervista a Giovanni Valentini, ex direttore dell’«Espresso», ex vicedirettore di «Repubblica», dal 2001 al 2003 direttore editoriale di Tiscali.

Come salì sulla barca di Soru?
«All’epoca, come molti colleghi, pensavo che il futuro della comunicazione fosse on line».

E si avvicinò al Berlusconi del web…
«Lo invitai a cena con Scalfari. Soru si presentò con la sua addetta stampa… E già rimasi perplesso. Dissi a mia moglie: questo è uno nuovo…».

Però Tiscali la stuzzicava…
«Ero intrigato: stava cambiando il modo di comunicare. Ne parlammo alla presentazione di un mio libro. Mi disse: guarda, io non ne so nulla, il mio mestiere è solo connettere i pc».

E l’avventura iniziò…
«Lasciai la vicedirezione di Repubblica e cominciai a lavorare tra Cagliari, Roma e Bruxelles. Individuai in Soru un protagonista dell’editoria digitale come Berlusconi lo fu per la tv».

Continuava a scrivere per «Repubblica»?
«Ezio Mauro ritenne opportuno sospendere la mia rubrica il sabato del villaggio. Quando accadde, Furio Colombo e Antonio Padellaro mi proposero di trasferire la rubrica sull’Unità».

Continua su Il Giornale – Desidero ringraziare la prof. Simonetta Sanna, per il suo commento al post-dibattito sulla sua recente intervista, per un disguido era finito in moderazione, ma è stato prontamente ripristinato. E naturalmente la ringrazio doppiamente perché so che è sempre spiacevole leggere dei commenti poco edificanti, anche in un blog aperto come questo, soprattutto diretti a una persone delle sue qualità umane e professionali, che non conoscendola non dovrebbe essere giudicata per il solo fatto di aver parlato in un certo modo di Renato Soru.

UDATE. Oggi sul Foglio: Repubblica scarica Soru. Ultimo sondaggio: Cappellacci in vantaggio su Mr Tiscali. L’ arrivo di Veltroni, ormai inviso a tutto il Pd, fa perdere punti preziosi. Secondo gli esperti della comunicazione vicini al Cap sta scemando l’ orgoglio identitario e di velluto perchè Soru non parla di programmi ma insiste in una lotta forsennata contro Berlusconi e i colonizzatori. Strategia che alla lunga non paga.

Sul confronto tv e altre amenità varie…

Soru idolo della tv di sinistra

Soru idolo della tv di sinistra

Quanto è utile un confronto tv? Dipende da cosa vogliamo dire: se è utile per la gente o per i candidati. La tradizione vuole che sia lo sfidante in difficoltà a chiederlo, convinto di mettere in difficoltà l’avversario, per provare a completare una ipotetica rimonta. Ma non è sempre così. Nel 2001 Berlusconi rifiutò il confronto con Rutelli sulla base di quell’assunto: era in vantaggio e voleva lasciare la situazione così, Rutelli provò a recuperare, ma ormai l’esito era stato deciso dalle regionali e le europee precedenti. Nel 2006 Berlusconi stravinse i confronti tv, anche se i giornali del giorno dopo uscivano con la notizia che li aveva vinti Prodi. Abbastanza ridicolo: Berlusconi recuperò qualcosa come 8-10 punti di svantaggio. Nel 2008 non se n’è fatto nulla, più o meno per gli stessi motivi del 2001.

Ora, venendo a noi, la dichiarazione di Cappellacci non lascia molto scampo a Renato Soru, al di là dei sondaggi riportati da ambo le parti ( ma uno vero, ufficiale, non è mai stato pubblicato e quelli sul web valgono meno di zero: a-scientifici, pilotati in massa da gruppi di sostegno, impossibile verificare il campione scelto… ), Cappellacci, a mio parere, fa bene a rifiutare il confronto se questo deve tenersi a Ballarò.

Floris è bravo, competente, sa usare la tv, ed è uno dei pochi giornalisti italiani che riesce a fare una trasmissione sveglia, anche se non ne condivido spesso l’impostazione. Ma Ballarò non sarebbe un terreno neutrale: la storia della trasmissione, lo stesso spirito – mai negato – di Floris ne minerebbero l’equilibrio e si rischia di non far capire alle persone il senso delle proposte. Pertanto, può pure andar bene una tv nazionale, ma se il primo a disconoscere il valore del proprio avversario è Soru… beh, c’è poco da fare.

Da antologia le dichiarazioni di Giulietti, dipietrista e portavoce di articolo21 che invoca la par-condicio contro Cappellacci e a favore di Soru (vi riporto l’agenzia che faccio prima):

L’autorita’ di garanzia delle telecomunicazioni ha richiamato tutti i media nazionali e regionali ad un rigoroso rispetto delle norme in occasione delle elezioni sarde. La medesima autorita’ non se ne avra’ a male se ci permettiamo di far notare che queste regole sono gia’ saltate. Il presidente del consiglio trascorre i suoi fine settimane in Sardegna nel tentativo di trainare il suo candidato e di imporlo all’attenzione di tutti i media. Lo stesso trattamento non e’ riservato al presidente Soru. Non si tratta, dunque solo e soltanto di richiamare tutti al rispetto delle regole ma anche soprattutto di definire le misure compensative. Tali misure per essere efficaci dovrebbero essere assunte in tempo utile e possibilmente prima delle prossime elezioni…

Mi sembra evidente che a Giulietti siano sfuggiti i ripetuti passaggi di Soru nelle tv nazionali, a cavallo delle sue dimissioni e quindi, in buona sostanza, in periodo elettorale… dalle domande preconfezionate di Fazio, a quelle romanzesche di Daria Bignardi, per finire, da ultimo, il monologo a Otto e Mezzo… doveva rifiutare? Non penso, ma poi non si lamentino se capita che qualche volta Berlusconi pubblicizzi Cappellacci. D’altronde un tg che non parli di Berlusconi, male o bene che sia, devono ancora inventarlo.

Back to reality, please

“Riconvertire in chiave ecologica l’economia nazionale”

Porto Torres (Sassari), 28 gen. (Apcom) – “L’operazione di rilancio dell’Italia parte dalla Sardegna”. Parola del leader Pd, Walter Veltroni, che indica la strada tracciata da Renato Soru nei suoi quattro anni e mezzo alla guida della Regione come modello di rinascita nazionale. “Occorre una riconversione in chiave ecologica dell’economia italiana – ha detto Veltroni durante una manifestazione tenutasi a Porto Torres in sostegno del candidato Pd per la presidenza della Regione Sardegna, Renato Soru – il rilancio dell’industria del nostro Paese deve avvenire in modo armonico con l’ambiente”.

“Berlusconi? Avremmo bisogno di un presidente del Consiglio vero e non di uno che sa fare solo campagne elettorali”, ha concluso Veltroni.

Commento alla giornata sarda di Uolter, che ne approfitta per mettersi alle spalle i sondaggi che vedono il PD al minimo storico: Dunque, l’Italia non è la Sardegna e la Sardegna non è l’Italia. A dispetto della propaganda la Sardegna è in una grave crisi economica, non vive affatto un momento di rinascimento e, che piaccia o no, i 5 anni di Soru sono passati invano, tra battaglie di frontiera e scelte ideologiche. Ripeto un dato: le Baleari, infinitamente più svantaggiate di noi dal punto di vista naturalistico, hanno 53 milioni di pernottamenti annui, la Sardegna 10-12 milioni, con una differenza di offerta turistica spaventosa. La chimica è in ginocchio, a sentire Veltroni, oltre a queste favole, sarebbe possibile continuare la politica delle grandi imprese e dell’industria pesante… come se non avesse abbastanza fallito in questi anni. Ciò che serve alla Sardegna è uno sviluppo integrato, che sappia aprirsi al futuro, valorizzando le proprie tradizioni nell’ottica del mercato turistico. E questo non vuol dire cementificare, ma semplicemente offrire l’interno della nostra regione e allungare la stagione turistica. Alcune idee pratiche sono espresse nei documenti allegati a questo blog.

Le proposte innanzitutto

Diceva John Lennon: there are no problems, only solutions. Troppo ottimista? Sicuramente, anche perché la realtà ha le sfaccettature di un prisma. In ogni caso è un approccio convinto, per dire che i problemi si risolvono con delle buone soluzioni. Invece la nostra campagna elettorale si è un po’ incattivita: Soru querela Berlusconi, Trincas querela Soru. Vuol dire che sui giornali si sta parlando poco di contenuti, se si cerca la diffamazione.

Non entro nel merito delle questioni pertanto. Molto più interessante è la pubblicazione del programma di Ugo Cappellacci sul suo sito personale. Il documento è fatto bene, non è semplice, ma non è nemmeno futile, come tanti fogli programmatici. In compenso la campagna elettorale per le strade continua a colpi di santini. Ci sarebbe da farne la collezione. Quanto servono, ve lo siete chiesti? Io si: in una popolazione che tende ad invecchiare un santino equivale a una nota scritta. Ci si ricorda maggioramente chi si deve votare dentro l’urna. Insomma, internet cresce, ma i vecchi metodi funzionano. Per questo penso che avremo venti giorni di fuoco, all’insegna di una tradizionale, ma nascosta ricerca dei voti.

Ps: in questo blog commenteremo le proposte del programma di Cappellacci e mi auguro sentitamente che i commentatori si esprimano su questo. Per le proposte di Renato Soru, a meno che non le commentiamo direttamente noi, ci sono gli spazi appositi. Ripeto che ringrazio tutte le commentatrici e i commentatori, ma è assolutamente necessario non perdere di vista il fatto che questo è e rimane un blog. Cioè una pagina che esprime un punto di vista, non condivisibile, okay, ma non sindacabile, soprattutto a colpi di insulti. A presto, con delle notizie un po’ più personali…

UPDATE: L’intervista di Gavino Sanna: Renato è bravo solo a dire bugie.

Obama e il blog della Casa Bianca

La Casa Bianca

La Casa Bianca

Fin dal giorno della sua apparizione Barack Obama ha fatto di internet lo strumento principale della sua ascesa politica. In particolare ha capito che internet sarebbe diventasto un ottimo strumento per raccogliere fondi, rimanere meno legati alle lobbies (contro le quali aveva co-firmato delle leggi in Senato), e soprattutto finanziare la campagna elettorale sui media tradizionali (notevole il suo ultimo grande spot elettorale di mezzora, per efficacia e denaro speso).

Così, contemporaneamente alla formula del giuramento, il sito della Casa Bianca, sede ufficiale dell’uomo più potente del mondo, ha cambiato pelle – no, non è diventata abbronzata :-)!

La prima cosa che colpisce è l’assoluta modernità della home page, cioé sembra di entrare in un blog dove i collegamenti hanno tutti il loro posto e l’ordine, nella navigazione, regna sovrano. In alto si può notare come il sito è marchiato a fuoco dal nuovo presidente. Le sue immagini grandi, nitide, immediate riportano l’Obama comunicatore di cui vi ho già detto (a metà tra Reagan e Kennedy). In basso c’è l’Agenda, che poi sono gli appuntamenti dell’inquilino del palazzo. Ma è anche un modo per far scandire il tempo giorno per giorno. E infatti non può esservi sfuggito il collegamento al blog, che appunto rimanda a una serie di post che presentano notizie direttamente dall’ufficio del presidente (the briefing room). Penso che sia un modo di comunicare moderno, semplice e accattivante e non necessariamente piacione, perché da nessuna parte si perde il senso dell’ufficialità e della serietà degli incarichi.

Il sito del governo italiano non è fatto male, riesce a comunicare discretamente, ma ovviamente tradisce la poca dimestichezza personale con le nuove fonti di informazione della nostra classe politica.

Soru: “Querelo Berlusconi!”

(ANSA) – CAGLIARI, 25 GEN – Il caso al centro dell’azione giudiziaria preannunciata da Soru contro il presidente del Consiglio riguarda il bando per la pubblicità istituzionale della Regione al centro di un’inchiesta condotta dalla Procura di Cagliari che vede tra gli indagati anche il presidente della Regione.

Questo il passaggio dell’articolo pubblicato oggi dalla Nuova Sardegna e richiamato da Soru: ‘Berlusconi non ha tralasciato il caso della Saatchi & Saatchi. ‘un appalto da 60 milioni di euro per la pubblicita’ – ricorda -, e lui, Soru, contestualmente, si è fatto dare 30 milioni per la sua società”. Il quotidiano prosegue citando anche la posizione sull’argomento del candidato del centrodestra: ‘La condanna e’ già scritta anche da Cappellacci, che più tardi a Olbia, riprenederà l’argomento sottolineando come sta arrivando per Soru ‘un rinvio a giudizio”.

L’inchiesta sul bando della pubblicità istituzionale (bando che è stato, nel frattempo, annullato) ha sette indagati, tra i quali Soru che, dopo un primo interrogatorio col suo avvocato, alcune settimane fa si è presentato da solo dal pm Mario Marchetti per fare ‘dichiarazioni spontanee’, ribadendo la fiducia nel riconoscimento della sua totale estraneità alle ipotesi di reato contestate, concorso in abuso d’ufficio e turbativa d’asta. In sostanza, l’accusa ruota intorno alle pressioni che sarebbero state esercitate per assegnare la gara di gestione triennale (per circa 60 milioni di euro) della pubblicità istituzionale della Regione alla società Saatchi & Saatchi.

Il Cav e il Cap a Olbia, io con lo straordinario Beppe Pisanu

Beppe Pisanu

Beppe Pisanu

Insomma, qualcuno di voi si lamenta della faziosità del blog. Ragazzi, siamo in campagna elettorale e la politica è – come dicevano i vecchi democristiani – sangue, merda e calci in culo. Ci sono notizie , come quella su Tiscali, che non vanno sottaciute, posto che è del lavoro di 250 persone che stiamo parlando. Però il governatore aveva detto alcune cose molto precise da Fazio: smentite completamente. Sono fatti, non poesia.

Anche Alberto Statera ha scritto un pezzo su Repubblica su Soru: decisamente fazioso e probabilmente con la schiena piegata a squadra. Nessuno dei commentatori si è soffermato su questo esempio di pessimo giornalismo. E a proposito: qualcuno fa lo schizzinoso e dice al mio amico Marcello Fois che è meglio che non perda tempo a scrivere su un blog indegno come il nostro. Deciderà Marcello (del quale metterò in evidenza il suo bellissimo commento al post di Deffenu), ma ricordo che qui i commenti non sono censurati e siamo aperti a tutte le discussioni. I tanti visitatori possono trovare a volte post fastidiosi o meno. La garanzia è che ci mettiamo onestà e poco politichese. Se poi qualcuno si annoia o si indigna può transitare nel sito di qualche candidato: la dormita è assicurata.

Però, se avete notato, non ho scritto una riga della visita del Cav e di Ugo C. in Gallura.Avete pensato che fossi nel codazzo presidenziale? Ebbene, no.

Molto più modestamente me ne sono stato nella mia terra, tra Fonni e Nuoro. Ho scelto Beppe Pisanu al premier e a Cappellacci, perché avevo un gran desiderio di ascoltare quella che ritengo una delle menti più lucide della politica italiana.

Ne è valsa la pena perché a Nuoro Pisanu ha pronunciato uno straordinario discorso. Partendo dalla “fusione perfetta” del 1847, è risalito lungo i sentieri belli della politica e della cultura sarda. Deffenu, Bellieni, Cocco Ortu, Sebastiano Satta, Salvatore Satta, Grazia Deledda, Paolo Dettori, Cambosu e Asproni ma pure Aldo Moro e don Luigi Sturzo: una cavalcata che ha dimostrato come una parte politica – la nostra – può costruire con intelligenza e passione un retroterra di ancore ideali e intellettuali. Nessuno di questi era di destra, almeno nel senso che oggi diamo a questa parola. A mio modo di vedere Pisanu ha tratteggiato una coalizione che, aprendosi ai sardisti, si pone il problema dell’ autonomia e si spinge su un versante post-ideologico. E’ una scelta che guarda al futuro, ma resta chiaro che per noi la visione che ne offe Soru sia di chiusura. Quella nostra, di apertura al mondo. Vi prego di non prendere spunto da queste affermazioni solo in chiave polemica. Riflettiamoci bene: costruire il Pdl (con i partiti alleati) significherà anche uscire da etichette e visioni preconfezionate e ingaggiare una battaglia di idee nella società sarda.

Mi chiedete se il centrodestra sia in ritardo rispetto ai temi della cultura e della elaborazione poltica? Vi rispondo di sì. Per questo dobbiamo lavorarci di brutto. Ma se affermate che la sinistra abbia il primato assoluto, vi dico di no. Non basta un vestito di velluto e  i pantaloni -Pisanu dixit – a canna di fucile.

Renato Soru e i licenziamenti Tiscali, come ti sistemo tutto…

Soru aveva promesso: non licenzio nessuno

Soru aveva promesso: non licenzio nessuno

Una lettura consigliata per il week end. E mi raccomando, non dite che siccome l’ha scritto il Giornale, non vale nulla. Altrimenti devasto tutti i vostri link da i siti de: La Regione Sardegna, l’equilibratissimo Altra Voce, La Nuova Sardegna, Repubblica e tutto il Gruppo l’Espresso collegati, l’Unità e ogni giornale dell’area del centrosinistra…

Tiscali, dipendenti assunti in Regione
di Stefano Filippi

Continua a leggere in Archivi

Sempre su Archivi, scorrendo la pagina, potete trovare il pamphlet di Gavino Sanna: La Pipì controvento. Di cui vi consiglio caldamente la lettura.

Al Senato primo sì al federalismo fiscale. Fatto storico: riconoscimento dell’insularità

Avevamo chiesto l'insularità in campagna elettorale

Avevamo chiesto l'insularità in campagna elettorale

Pd e Italia dei valori si sono astenuti. Vota contro il partito di Casini

”Il Senato ha approvato all’unanimità il testo dell’emendamento proposto dal governo che sancisce un principio fondamentale di equità e di riequilibrio tra la Sardegna e le altre regioni italiane”: lo afferma il premier Silvio Berlusconi in una nota.

“E’ un impegno – spiega – che avevo assunto insieme ai parlamentari sardi alla vigilia delle elezioni politiche: oggi posso dire che abbiamo scritto una pagina importante della coesione nazionale nel rapporto con le regioni insulari. Ho più volte detto che la questione sarda andava affrontata alla radice, mettendo in condizione la Sardegna di non pagare negativamente il suo status insulare, ma riequilibrando economicamente e fiscalmente il divario. Con questo emendamento approvato oggi al Senato e la sua successiva attuazione il nostro impegno diventa caposaldo della riforma federale dello Stato”.

“Il progetto di riequilibrio varato oggi – conclude il presidente del consiglio – consentirà ai cittadini sardi e alle imprese isolane di avere pari condizioni di produzione e di trasporto considerato che tutti i divari socio-economici e infrastrutturali saranno misurati e compensati dallo Stato e dall’Unione Europea”.