Un’intervista sciocca e inutile
Una pagina scadente del giornalismo italiano, aggiungo. Raramente un’ intervista mi era parsa più stupida, sciocca, tendenziosa, inutilmente provocatoria e sarcastica. Il giornalista Antonello Caporale di Repubblica ha firmato un’intervista oscena: il suo unico intento era quello di sputtanare Ugo Cappellacci e di farlo passare – ma va? – per uno yes man raccomandato.
Cappellacci ha dovuto rispondere al campionario trito e ritrito del repubblichese sotto forma di giornalismo ironico, che va dalla visita alla villa ad Arcore fino al parrucchino, appurata la nota calvizie del candidato del Pdl. Risultato: Cappellacci ironico e Caporale affannato nel dover confenzionare un’intervista da portare come un trofeo al padrone-editore De Benedetti.
Il cittadino italiano che avesse voluto informarsi del programma di Cappellacci sull’ Isola ne avrebbe ricavato un enorme punto interrogativo. La chiamano libera informazione. Complimenti a Caporale e Repubblica. Dopotutto nel cognome di certe persone è racchiuso il destino, e bisogna sempre confezionare qualcosa per il generale.
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