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Perdas de Fogu, il ministro di destra, Carlotto e l’uranio impoverito

Il poligono interforze Salto di QuirraE’ possibile che se Massimo Carlotto e il gruppo di scrittori uniti che va sotto il nome di Mama Sabot( tra i quali il grande Francesco Abate ), autori di Perdas de Fogu, avessero potuto conoscere in anticipo le parole del Ministro della Difesa La Russa a proposito di uranio impoverito e propagazione letale di nano-particelle,la loro trama sarebbe potuto essere diversa.

La Russa ha infatti annunciato uno stanziamento di trenta milioni di euro per risarcire le vittime del cosiddetto “metallo del disonore”, come dire: “l’uranio uccide”. E cala il sipario su silenzi e lunghe omertà.

Nella storia scritta da Carlotto e Mama Sabot un disertore dell’esercito italiano deve impedire che Nina, una giovane ricercatrice veterinaria , completi i suoi studi sulle malformazioni degli animali della zona del Salto di Quirra, oggetto (nella realtà) di molti moltissime polemiche per via di esercitazioni con proiettili all’uranio impoverito e la propagazione di nano-particelle letali soprattutto per i militari  coinvolti nelle diverse esercitazioni.

Il provvedimento ha esteso i benefici non solo ai militari che hanno svolto missioni all’estero, ma anche a coloro i quali hanno prestato servizio nei poligoni di tiro. Dunque, in teoria, anche all’interforze del salto di Quirra.

La Russa ha spiegato che il provvedimento era stato avviato da Rifondazione con il parere positivo dell’allora opposizione di An. Ricordo, infatti, le parole del mio amico e deputato Marcello De Angelis quando, nella scorsa legislatura, mi parlava del poligono di Perdas come oggetto di un’accurata indagine parlamentare sugli effetti dell’uranio impoverito.

Secondo il giornalista della Nuova Sardegna Piero Mannironi la sostanza politica delle dichiarazioni di La Russa passa in sordina.

E’ un ministro di destra ad aver tolto il tappo di silenzio che ha avvolto la vicenda dell’ uranio impoverito e ad aver affrontato concretamente, attraverso un cospicuo finanziamento, il problema delle famiglie che hanno perso i propri cari per effetto di sostanze devastanti usate dall’esercito.

5 motivi per cui Cappellacci può vincere

1) E’ giovane e rappresenta una reale novità. Gli elettori del centrodestra che volevano rinnovamento sono gli stessi che hanno chiesto Pisanu, Cappellacci è, al contrario, una figura praticamente nuova per la Sardegna. La sua figura di tecnico prestato alla politica può imporsi in modo autorevole e riconosciuto anche nei confronti della coalizione, oltre che dei sardi.

2) In Soru non è tutto oro quel che luccica. Anzi. Ha diviso la sua coalizione, ha importanti pendenze giudiziarie, ha gestito il potere in modo personalistico, si è vantato di aver fermato l’abusivismo edilizio mentre di fatto ha bloccato quel già minimo sviluppo che c’era, non ha fatto nulla per contenere la crisi, è apparso indeciso sul versante nuorese, ha prevalentemente svolto operazioni di propaganda politica, spalleggiato dalla sinistra salottiera fatta di domande preconfezionate e interviste al limite della prostrazione.

3) Il PD è un progetto politico confuso, che in Sardegna ha registrato il più alto momento di caos. Soru non proviene dalla Margherita e dai DS e questo gli viene fatto scontare in termini di governabilità.

4) Cappellacci e il PDL hanno una grande occasione: costruire il futuro del centrodestra in una esperienza fruttuosa di governo che non ripercorra gli errori del quinquennio 1999-2004. Se si decide che da lì bisogna partire, convinti di non ripetere gli stessi errori, allora avremo una strada meno irta di ostacoli. Inoltre si potrà costruire un partito del popolo sardo convincente, basato su idee nuove che potranno essere subito sperimentate nella prossima Giunta.

5) L’apertura ai sardisti può dare alla coalizione e all’azione di governo una svolta autonomista, reale, sincera, non da copertina come quella di Soru, che pretende di essere più sardo dei sardi. Cappellacci, con più umiltà, potrà dialogare bene con il governo nazionale, in vista dell’importante riforma federalista, che può dare ai sardi e a tutti coloro che sognano una concreta autonomia, più di una speranza.

UPDATE. Di Pietro: ”Soru indagato? Non fa niente, stiamo con lui”. Beh, dopo che ha intimato il silenzio al figlio intercettato per le sue porcherie era difficile aspettarsi altre scelte.