Scuola, vogliamo riformare l’Italia. No ai passi indietro.
Nonostante Maria Stella Gelmini smentisca, l’idea che ieri si sia consumato un sostanzioso passo indietro è molto forte e convincente. E’ inutile che vi dica quanto è costato in termini di credibilità questo differimento dei contenuti principali della riforma: abbiamo organizzato decine e decine di incontri, fino a ieri, per spiegare quello che il Governo stava facendo, la bontà dei suoi interventi e ovviamente mostrando un concetto di istruzione e formazione utile per il futuro.
No. Non mi piace questo arretramento. La storia italiana insegna che i sindacati sono stati importanti per i diritti dei lavoratori, ma non sono i partner con i quali governare, a meno di non essere una forza di sinistra estremamente debole che ha bisogno di sostegno.
Inoltre, senza coraggio non si può governare un paese. Non mi sfugge l’analisi logica che può aver portato Berlusconi a chiedere un accordo con le sigle sindacali. Bonanni ha chiaramente lasciato intendere che il passo indietro è dovuto principalmente al Presidente del Consiglio. Nelle settimane passate i sondaggi dicevano chiaramente che la popolarità – sempre alta – era in calo a causa dello scontro sulla scuola. Indebolito da questa circostanza, Berlusconi avrebbe deciso di tornare sui suoi passi per evitare che la sua politica fosse messa in discussione dagli alleati, AN e Lega, su altri versanti. Ora, la tattica politica è importante, ma non serve a governare, non a governare bene perlomeno.
Io capisco che Berlusconi ci tenga a incassare il Si dei sindacati (non della Cgil, che tende a isolarsi), in modo da non consegnare all’opposizione l’unica protesta di piazza che può rianimarla, però senza palle – lasciatemelo dire – le riforme non si fanno. La scuola, come altri settori della Pubblica Amministrazione, necessita di colpi di scure. Se il problema è soffrire di un calo di popolarità a sei mesi dalle Europee, cosa ne sarà di questo governo a un anno dal voto per le Politiche o le Regionali? Resto dell’idea che i primi due anni di legislatura vadano impegnati nelle riforme pesanti, a costo di perdere qualche percentuale nei sondaggi. Altrimenti non si governa mai, nonostante il decisionismo di questi mesi e nonostante un’ampia maggioranza. (foto: Corriere.it)
UPDATE : Qui l’ intervista della Gelmini al Giornale dove spiega le nuove scelte. Il ministro dice che non c’è stata alcuna marcia indietro.
Comments
marialuisa
Io non ho parole,da me, un punto in più a tuo favore,ma purtroppo mi rendo sempre più conto ,che chi ci governa è solo Berlusconi.
Bruno aspetto un tuo post,sulle decisioni del governo in merito all’energia rinnovabile,vorrei sapere cosa si sta facendo , cosa no e cosa pensi tu,informami,avrei molto da dire in proposito.
Un saluto
Maralai
controordine “compagni”; falso il ritiro del decreto Gelmini. Tutta colpa della disinformazjia. Pensare che stavo per chiedere le dimissioni della ministra (improvvisamente ritornata attraente e persino sensuale). Il resto al mio blog. Ingresso gratuito. http://www.maralai.ilcannocchiale.it
saluti
M
cane sciolto
Oddio, ma di cosa stiamo parlando? Non si può difendere per partigianeria, ad oltranza, l’indifendibile. Dove sono i contenuti, quelli veri, non qualunquisti, di questa riforma. Dove la collochiamo questa riforma nel contesto dei PROGRAMMI scolastici (o mi è sfuggito qualcosa?), degli STRUMENTI DIDATTICI, nelle scuole che crollano? O vogliamo farne per forza un discorso di pareggio di bilancio? Andate a vedere come è davvero la scuola in America per capire di cosa stiamo parlando. Personalmente conosco tantissime insegnanti di destra, DI DESTRA NON DI SINISTRA, e non parlo di quelle dell’ultima ora, assolutamente sconcertate dalla SUPERFICIALITA’propagandistica di questa mirabolante riforma. Ma qualcuno si è preso la santa briga di leggerla? E’ perfino redatta in un italiano grammaticalmente scorretto e poco consono al linguaggio giuridico. Evidentemente il maestro unico nel caso della Gelmini è servito a poco, o è colpa del “drafting”. Altro discorso è la riforma dell’Università.
Andiamo, siamo seri, non ci si può vendere per quattro danari!
admin
non difendo nè per partigianeria nè ad oltranza. vorrei anche capire, fuori dagli slogan, quali sono le tue idee, che, appunto, non ho capito. saluti. br
watergate
“Andiamo, siamo seri, non ci si può vendere per quattro danari!”
… no comment …
admin
wat, ma era un insulto, secondo te ? br
watergate
non so, ma vedo che la gente dietro la tastiera si lascia andare nella maggior parte dei casi a commenti infondati.
cavallopazzo45
Ragazzi mi pare ci sia un pochino di confusione anche da parte di Bruno, che vorrà perdonarmi, ma credo anche io che non si possa dire si anche se qualunque provvedimento anche se come è capitato un pochino raberciato e confuso,
e visto che ci siamo ogni tanto Premier e Ministri morsersi la lingua no eh?
watergate
e meno male che c’è confusione altrui!
admin
boh. eppure il post è di una chiarezza assoluta. br
Gianmichele Nonne
Proporrei di fare un dibattito pubblico o on line su “Dalla riforma Gentile al Sessantottismo, la parabola dello sfascio”.
La scuola, come una casa diroccata, deve far partire la propria ricostruzione, dal punto più stabile , dalle fondamenta.
Lo so alla sinistra, in ambito formativo, dovrebbe ammettere di aver commesso un’infinità di errori, ma questo lo sappiamo, è impossibile.
La riforma Gentile è stata l’unica che ha strappato alla chiesa il dominio della formazione, l’unica che ha fatto un sistema formativo per il Paese, l’unica che ha pensato in grande per il bene del Paese.
Io direi di ripartire da li, non tanto in termini operativi, la società e suoi bisogni sono cambiati, quanto nello SPIRITO.
Lo SPIRITO di chi guarda al Paese con amore e orgoglio, lo SPIRITO di chi lavora per il Paese con lealtà e dedizione.
Ripartire quindi da un’emozione, da un sentimento, per dare al nostro Paese un nuovo scenario, capace di realizzare quel rilancio che oggi, è quantomai necessario.
Ciao Gianmichele Nonne
watergate
lo spirito?
basterebbe un po’ di sana efficienza, ma anche la scuola è una sacca di privilegi nella quale si svolgono piccoli conflitti quotidiani, lotte di potere nelle quali gli studenti sono quelli sacrificati.
Io della lealtà e della dedizione non so che farmene. Il mio paese (che non riconosco come entità superiore per impormi comportamenti) è fondamentalmente inesistente.
L’Italia come nazione non esiste, intendo come popolo unito da valori e da un retroterra culturale pacificamente condiviso. Gli italiani sono sempre stati divisi e non sarà certo Berlusconi a unificarli.
Il problema è un altro. Si pagano delle tasse salate e il paese non funziona. A me dello spirito e della dedizione non interessa nulla, con rigurgiti di nazionalismo o con la filosofia si fa poca strada. Quello che voglio io è uno stato minimo, ma che sappia intervenire e rimuovere tutto ciò che non sta bene e che funzioni. Spirito o non spirito. Un paese fondamentalmente mafioso non merita l’impegno, la lealtà e la dedizione. Meriterebbe una bella rivoluzione e calci in culo a volontà. Ma siccome chi governa è simile a chi è governato c’è poco da fare.
Basterebbe che lo Stato facesse il necessario e andrebbe bene. Il problema della PA è la corruzione, il clientelismo, che raddoppia i tempi e triplica i costi. Inoltre è un sistema non democratico, perché non rispetta alcun principio.
Quelli di destra dovrebbero ambire ad avere uno Stato minimo, ma forte. Senza idolatrarlo e senza tornare indietro di 100 anni. La riforma Gentile era avanzatissima per il tempo, ma ora siamo nel 2008 e se si elimina l’inefficienza l’Italia ha bisogno solo di poche riforme, perché quelle fatte non sono mai state attuate, non nella loro portata generale.
admin
per chi non avesse ancora capito ciò che invece avevo espresso con estrema chiarezza: condividevo l’ impianto della riforma gelmini. certo, con difetti di comunicazione e altri problemi, però ridava dignità alla scuola. c’erano i tagli, ma non così gravi ( rileggete ricolfi, please !) e nella media della crisi in atto. una scuola con il 97% che andava via in stipendi, senza niente per il resto, una specie di parcheggio per qualcuno in cerca di lavoro con corsi e modi disparati e inutili. una scuola che provasse ad imboccare la strada del merito e delle capacità, dove l’ insegnante riprende autorità e le famiglie non abbandonano i propri figli a scuola con la scusa del tempo pieno. ora questo misterioso passo indietro smentito dal ministro, una specie di accordo con il sindacato e la scelta nelle mani dei genitori. ho fatto dunque una considerazione generale: per cambiare il paese servono fatti e iniziative concrete, non ripensamenti. reagan, thatcher, tony blair ( perfettamente d’ accordo conte te, watergate ) non si piegavano mai: hanno governato molto a lungo e con successo. quindi non ho capito certi commenti, uno in particolare piuttosto offensivo ( quattro denari ). credo che la gente di destra ( se ancora c’è ) dovrebbe porsi il problema del cambiamento e della forza nel cercarlo e ottenerlo. ma a volte si ragiona come bottegai e si chiede allo stato la soluzione delle nostre incapacità. br
Gianmichele Nonne
Cerissimo Wat è stata la filosofia che ha tracciato le linee politiche di ogni periodo, non certo i tecnicismi della ragioneria o di altre scienze particolari.
Quindi non banalizzare aspetti essenziali del vivere umano.
Sull’efficientazione della macchian amministrativa son d’accordo, meno quando spari sul mucchio, generalizzare denota la non conoscenza della pubblica amministrazione, con la quale volenti o nolenti, come cittadini, come imprenditori, come politici ci dobbiamo relazionare.
La via tracciata da Brunetta secondo me è quella giusta, bisogna insistere, e non fare marcia indietro, sono scelte talvolta dolorose, ma necessarie.
Sullo stato minimo, purtroppo credo che questa potesse essere un’idea giusta dieci anni fa, oggi l’attualità ti smentisce in modo netto, basti pensare all’inezione di liquidità delle banche centrali nel mercato interbancario, lo scenario che si sta prefigurando è quello di un forte impegno dello stato, altro che stato minimo.
Abbiamo uno STATO, una NAZIONE da ricostruire.
ciao GMKN
Enzo Cumpostu, Nuoro
E della notizxia che il PdL potrebbe candidare Del Turco alle prossime europee che ne dici? Anche questo in termini di credibilità andrebbe a nostro sfavore.
L’idea dovrebbe essere di Cicchitto…
Ciao
watergate
Io devo costruirmi il mio futuro e attualmente lo Stato è solo di impiccio.
Le banche? Si fa una grossa confusione. Si scambia la responsabilità personale degli amministratori con la responsabilità totale del sistema capitalistico, che funziona benissimo visto che ha garantito sviluppo e libertà.
La crisi dipende da molti errori, da molte concause ed era in vitro da diversi anni, dato che il prezzo del petrolio aumentava e nonostante tutto non c’era stato un calo nei consumi.
Poi ci sono le responsabilità individuali e con quelle il mercato non c’entra nulla. Se il mercato accetta comportamenti irresponsabili ne paga le conseguenza. Ma lo Stato è solo una eccezione temporanea.
Anzi, è la solita fregatura, perchè lo Stato sono i cittadini. I soldi che escono da una parte entrano sempre dalla stessa parte. Lo stato si finanzia con il capitalismo degli individui.
Questi rigurgiti di socialismo presenti anche a destra sono quanto di più pericoloso per costruire una destra liberale, conservatrice e liberista.
Sarebbe ora di mettere il socialismo e il colbertismo nell’angolo, una volta tanto, ne hanno fatto abbastanza di danni.
Enzo Cumpostu, Nuoro
Concordo watergate, sul socialismo concordo!
P.S. il PdL pare abbia smentito che vi sia un orientamento del partito a candidare Del Turco alle prossime europee
Enzo Cumpostu, Nuoro
Maralai
“Brutti presagi per Soru: su Pdl, meno 13 Pd: “sondaggio devastante”.
continua al mio blog ( http://www.maralai.ilcannocchiale.it ).
saluti
M
cane sciolto
Mi sembra del tutto ovvio che la mia intenzione non era certo quella di offendere Bruno Murgia.
Se mai dovessi offendere qualcuno non lo faccio certo nascondendomi dietro il muretto a secco ma guardandolo dritto negli occhi, nonchè, sopratutto, motivatamente.
La mia idea? Non certo il modello americano al quale si vuole tendere ed al quale, ribadisco, per quanto concerne la scuola primaria e secondaria, non abbiamo assolutamente nulla di che invidiare. Le storture del sistema sono ben altre. La riforma andava fatta ma secondo altri principi e regole.
Ah!Dimenticavo! Forse è l’inizio dell’applicazione delle famose (e oramai obsolete) tre “i”.
Per quanto attiene una delle tre “i”, i come informatica, la media italiana dei computers nella scuola è di 77 contro i 115 dei paesi OCSE.
O è il modo che abbiamo trovato per non far scappare “i cervelli ” dall’Italia? Che evidentemente questa bistrattata scuola in fondo produce (rapporto OCSE a parte). Il sistema Italia sforna in media 11 laureati su 100, penultimi rispetto agli altri paesi OCSE, con deficit di performance rispetto a quest’ultimi. Non sarà per caso che siano i nostri programmi a non essere competitivi con quelli degli altri paesi? Proviamo a spostarci dal soggetto all’oggetto.
A quanto ammonta in Italia la spesa della ricerca sul PIL? Vogliamo far vedere i dati comparativi con le altre nazioni? Forse è meglio di no, avremo di che vergognarci. Ci può parlare la Gelmini della percentuale di laureati che in Italia trovano occupazione e in quanto tempo?
La verità vera, per me “of course”, è che (realmente) AN non esiste più, appiattendosi, come stà facendo, sulle linee di Forza Italia. Ma già, siamo una forza di governo e bisogna attaccare l’asino dove vuole il padrone e pagarne il fio (che siano 4 o 5 denari non importa).
Chiedo scusa per l’incursione, il problema penso sia mio , che in questo AN, hops PDL, non mi riconosco più. Sto parlando per slogan? Quantomeno ho ravvivato questa autoreferenziata discussione . Eh sì, mi piace lanciare sassi nello stagno.
Don’t worry, sono gli ultimi…Bye
P.S. un ringraziamento a “cavallo pazzo”, almeno fra “cavallo pazzo” e “cane sciolto” un pò ci siamo capiti. Augh.
admin
ok cane sciolto. non avevo capito la battuta sui quattro denari. per il resto questo è un blog libero, dove ognuno scrive ciò che pensa. ciao. br
watergate
Nel pdl non ci si riconosce in tanti dato che FI è partito della non-proposta (e chi comanda lì, oltre a Berlusconi, sono ex socialisti a là Cicchitto, Sacconi, che hanno idee precise che non condivido).
Quei dati sulla scuola e l’università io li ho studiati tutti. Dicono che l’Italia è un disastro. Dici che non c’è contenuto nella riforma della Gelmini. Probabile, dato che non è una riforma vera e propria, ma una stretta sulle spese.
Il fatto che si tocchi la scuola elementare è significativo. Da anni la scuola elementare sta perdendo colpi e proprio perché andava bene, bisogna fare qualcosa perché non si allinei al degrado certificato di università e scuole superiori.
Se il criterio è: basta con le mini-classi rette da due docenti poco preparati, senza stimoli, col culo al caldo allora dico che va bene.
I programmi si, influiscono moltissimo e per questo è necessario avere migliori docenti, più pagati. Al contrario si è prodotta una riforma universitaria che gli anni passati ha sfornato minilaureati senza infamia, né lode, senza un briciolo di maturità e preparazione ai quali era stato promesso il solito posto nella pubblica istruzione! E li chiamano dottori!
Il modello americano funzionerebbe se il nostro paese avesse la forza di colpire le inefficienze, di non abusare negli sprechi. La ricerca che funziona meglio, in Italia, sapete qual è? A parte l’eccellenza delle eccellenze (es.: San Raffaele) è quella finanziata da Telethon che è suscettibile di conseguire maggiori risultati. Questo perché? Perché la politica non inficia il meccanismo di finanziamento dei progetti.
In America la ricerca è un business. Da noi sembra che i ricercatori lavorino per la gloria e non per registrare i brevetti.
giambattista salis
dell’arretramento si son fatti delle grasse risate a radio24, la radio del Sole24ore e di Confidustria.
della Marcegaglia e di Colaninno.
…e Azione Universitaria vince a Palermo e a Roma! che ne dici?