Cervelli annebbiati
Trovo la questione sollevata in RAI sulla fiction di Luca Barbareschi a dir poco ridicola e imbarazzante. La storia, in breve, è questa. Barbareschi ha un accordo con la RAI per produrre e mandare in onda la terza serie della fiction “Nebbie e delitti”, che ha riscosso un lusinghiero successo. Non ci sarebbero problemi per trasmetterla nell’autunno del 2009, ma ecco che in RAI rimbalza questo problema: Barbareschi è il primo attore-deputato che potrebbe andare in scena, magari durante il periodo di garanzia concesso dalla vituperata legge sulla par condicio.
Apriti cielo! A sentire l’AGCOM, interpellata urgentemente dalla RAI sulla questione (deve programmare il palinsesto proprio relativo alle fiction) il problema è nuovo: loro controllano il timing relativo alle presenze dei politici in tv, ma esclusivamente su Tg e programmi di informazione e intrattenimento. Non fiction, of course.
Il fatto assurdo è che non c’è alcun conflitto di interesse, dato che Barbareschi, in qualità di produttore, aveva sciolto il suo affidandosi al blind trust. Cosa ancora più assurda è pensare che la recitazione in una fiction possa essere conteggiata nel timing delle presenze politiche! Come se recitare quella sceneggiatura, che sarà tutt’altro che politicamente ispirata (a meno di non voler uccidere il programma in partenza), equivalesse a fare un intervento da Santoro.
Quanto sia ridicolo e sciocco questo aspetto vi lascio giudicare da soli. Ribadisco: la RAI deve molto migliorare in quanto a offerta televisiva, ma in genere la politica è ossessionata dalla TV.
Comments
giambattista salis
caro Bruno, sai bene che il mondo della comunicazione e dell’informazione è quello che mi attira di più.
non mandare in onda Barbareschi perchè parlamentare è di una assurdità incredibile. ma non per Barbareschi o per la moglie di Zaccaria, attrice anche lei (pardon, ma scordo il nome)
è che la politica non ha capito la tv. e la tv, che con i suoi editori, padroni, giornalisti, e chi sa tirare il pubblico a sè, non fa mica sconti: te le suona.
ti travolge e ti obbliga ai suoi ritmi e alle sue cadenze. ai suoi riti e alle sue bizze. dal calcio all intrattenimento, da Vespa a Mentana, alla musica alle news, i politici si sono trovati catapultati in questo mondo all’alba del crollo della 1Repubblica.
non se sapevano nulla, molti ancora non la capiscono e gente intelligente e preparata quando non sa cosa dire, affibia l’etichetta di “pariettismo” al politico che va davanti alla telecamera.
una classe politica che veniva dalle strutture polverose dei vecchi apparati di partito si è trovata spiazzata davanti alla “ggente” che poneva problemi e domande.
davanti ai teleprocessi di piazza, ai dibattiti di stile 1968 da assemblearismo studentesco, da teleimbonitori che liscivano il pelo all opinione pubblica che non vedeva l ora di gustarsi la rivoluzione dal tubo catodico.
ha cambiato il linguaggio, lo stile e i ritmi della politica: da involuto ad accativante, sia quando si cucina un risotto, sia quando si dice all’avversario “ma chi la vuole che la voti, che lei non ha mai vinto una Coppa dei Campioni!”
e tantissime altre cose che sarebbe bene proporre
-perchè no?- alla prossima occasione di riunione.
mi spiace per Barbareschi, perchè gli ho dedicato solo 3 righe e mezza in questo intervento, e anche perchè non va in onda.
ma alla fine (forse) è pur sempre televisione.
Giambattista
Enzo Cumpostu, Nuoro
Le fiction dovrebbero passare un pò in second’ordine, in questo momento: pensiamo ai problemi reali, vivi, concreti che respira la gente.
Mai auvto un abbonamneto Sky. E mai lo avrò (comprese le altre pay-tv s’intende)
ciao Enzo
Enzo Cumpostu: cose dette e no…
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