Entries from: dicembre 2008

Un’intervista sciocca e inutile

Una pagina scadente del giornalismo italiano, aggiungo. Raramente un’ intervista mi era parsa più stupida, sciocca, tendenziosa, inutilmente provocatoria e sarcastica. Il giornalista Antonello Caporale di Repubblica ha firmato un’intervista oscena: il suo unico intento era quello di sputtanare Ugo Cappellacci e di farlo passare – ma va? – per uno yes man raccomandato.

Cappellacci ha dovuto rispondere al campionario trito e ritrito del repubblichese sotto forma di giornalismo ironico, che va dalla visita alla villa ad Arcore fino al parrucchino, appurata la nota calvizie del candidato del Pdl. Risultato: Cappellacci ironico e Caporale affannato nel dover confenzionare un’intervista da portare come un trofeo al padrone-editore De Benedetti.

Il cittadino italiano che avesse voluto informarsi del programma di Cappellacci sull’ Isola ne avrebbe ricavato un enorme punto interrogativo. La chiamano libera informazione. Complimenti a Caporale e Repubblica. Dopotutto nel cognome di certe persone è racchiuso il destino, e bisogna sempre confezionare qualcosa per il generale.

UPDATE. Buon anno a tutti! E’ possibile che i commenti vadano in moderazione. br

Soru: un uomo, un perché

Cinque anni fa disse che avrebbe levato le tende dopo cinque anni, perché lui aveva un orizzonte temporale davanti e sapeva che sarebbe finita…

Perdas de Fogu, il ministro di destra, Carlotto e l’uranio impoverito

Il poligono interforze Salto di QuirraE’ possibile che se Massimo Carlotto e il gruppo di scrittori uniti che va sotto il nome di Mama Sabot( tra i quali il grande Francesco Abate ), autori di Perdas de Fogu, avessero potuto conoscere in anticipo le parole del Ministro della Difesa La Russa a proposito di uranio impoverito e propagazione letale di nano-particelle,la loro trama sarebbe potuto essere diversa.

La Russa ha infatti annunciato uno stanziamento di trenta milioni di euro per risarcire le vittime del cosiddetto “metallo del disonore”, come dire: “l’uranio uccide”. E cala il sipario su silenzi e lunghe omertà.

Nella storia scritta da Carlotto e Mama Sabot un disertore dell’esercito italiano deve impedire che Nina, una giovane ricercatrice veterinaria , completi i suoi studi sulle malformazioni degli animali della zona del Salto di Quirra, oggetto (nella realtà) di molti moltissime polemiche per via di esercitazioni con proiettili all’uranio impoverito e la propagazione di nano-particelle letali soprattutto per i militari  coinvolti nelle diverse esercitazioni.

Il provvedimento ha esteso i benefici non solo ai militari che hanno svolto missioni all’estero, ma anche a coloro i quali hanno prestato servizio nei poligoni di tiro. Dunque, in teoria, anche all’interforze del salto di Quirra.

La Russa ha spiegato che il provvedimento era stato avviato da Rifondazione con il parere positivo dell’allora opposizione di An. Ricordo, infatti, le parole del mio amico e deputato Marcello De Angelis quando, nella scorsa legislatura, mi parlava del poligono di Perdas come oggetto di un’accurata indagine parlamentare sugli effetti dell’uranio impoverito.

Secondo il giornalista della Nuova Sardegna Piero Mannironi la sostanza politica delle dichiarazioni di La Russa passa in sordina.

E’ un ministro di destra ad aver tolto il tappo di silenzio che ha avvolto la vicenda dell’ uranio impoverito e ad aver affrontato concretamente, attraverso un cospicuo finanziamento, il problema delle famiglie che hanno perso i propri cari per effetto di sostanze devastanti usate dall’esercito.

5 motivi per cui Cappellacci può vincere

1) E’ giovane e rappresenta una reale novità. Gli elettori del centrodestra che volevano rinnovamento sono gli stessi che hanno chiesto Pisanu, Cappellacci è, al contrario, una figura praticamente nuova per la Sardegna. La sua figura di tecnico prestato alla politica può imporsi in modo autorevole e riconosciuto anche nei confronti della coalizione, oltre che dei sardi.

2) In Soru non è tutto oro quel che luccica. Anzi. Ha diviso la sua coalizione, ha importanti pendenze giudiziarie, ha gestito il potere in modo personalistico, si è vantato di aver fermato l’abusivismo edilizio mentre di fatto ha bloccato quel già minimo sviluppo che c’era, non ha fatto nulla per contenere la crisi, è apparso indeciso sul versante nuorese, ha prevalentemente svolto operazioni di propaganda politica, spalleggiato dalla sinistra salottiera fatta di domande preconfezionate e interviste al limite della prostrazione.

3) Il PD è un progetto politico confuso, che in Sardegna ha registrato il più alto momento di caos. Soru non proviene dalla Margherita e dai DS e questo gli viene fatto scontare in termini di governabilità.

4) Cappellacci e il PDL hanno una grande occasione: costruire il futuro del centrodestra in una esperienza fruttuosa di governo che non ripercorra gli errori del quinquennio 1999-2004. Se si decide che da lì bisogna partire, convinti di non ripetere gli stessi errori, allora avremo una strada meno irta di ostacoli. Inoltre si potrà costruire un partito del popolo sardo convincente, basato su idee nuove che potranno essere subito sperimentate nella prossima Giunta.

5) L’apertura ai sardisti può dare alla coalizione e all’azione di governo una svolta autonomista, reale, sincera, non da copertina come quella di Soru, che pretende di essere più sardo dei sardi. Cappellacci, con più umiltà, potrà dialogare bene con il governo nazionale, in vista dell’importante riforma federalista, che può dare ai sardi e a tutti coloro che sognano una concreta autonomia, più di una speranza.

UPDATE. Di Pietro: ”Soru indagato? Non fa niente, stiamo con lui”. Beh, dopo che ha intimato il silenzio al figlio intercettato per le sue porcherie era difficile aspettarsi altre scelte.

UGO CAPPELLACCI SFIDERA’ RENATO SORU

Ugo Cappellacci sfida Renato Soru

Ugo Cappellacci sfida Renato Soru

“ENTUSIASMO, SENSO DI RESPONSABILITÀ E OTTIMISMO, VEDERE LONTANO E PENSARE AL FUTURO”

Capitale umano, imprese e territorio. Sono i tre “capisaldi” del programma del centrodestra per le regionali del 15 e 16 febbraio 2009. Lo hanno annunciato il candidato governatore per il Pdl, Ugo Cappellacci, e gli esponenti degli altri partiti della coalizione, nella conferenza stampa con la quale è stato sciolto ufficialmente il nodo sul candidato che sfiderà Renato Soru. “La nostra campagna elettorale sarà nel segno della serenità – ha detto Cappellacci – perché siamo convinti che con il lavoro e la condivisione di tutti si possono superare i problemi”. “Siamo sicuri di vincere bene”, ha aggiunto, spiegando di aver accettato la candidatura con spirito di servizio. “I sondaggi sono quelli che vengono fuori dalle urne – ha osservato – ma sappiamo che i sardi sono tutt’altro che contenti della gestione della regione in questi anni”. Il candidato governatore, che è assessore del Bilancio al Comune di Cagliari, ha anche voluto ringraziare “l’amico Emilio Floris, perché se oggi sono qui lo devo anche al sindaco di Cagliari”(ANSA)

Prospettive diverse

E’ Santo Stefano ma non c’è molta pace sotto l’ albero di Natale. La campagna elettorale sta iniziando. Oggi Veltroni ha commissariato il Pd sardo mandando nell’ isola il senatore Passoni. Membro della commissione lavoro, non mi pare che Passoni possa vantare qualche lontano parente in berritta. E’ un toscano, come piemontese è la Dirindin e genovese il  mio amico Luca Barbareschi: tutti di fuori, con la differenza che noi lasciamo la morale sui paracadutati al buon Giorgio Melis di Altravoce, il quotidiano più soriano di Soru.

Intanto, nelle ore in cui Veltroni rispondeva con quel suo solito modo stucchevole alla lettera del coordinatore del pd Barracciu, annunciando il commissariamento,  il coordinatore di Fi Ugo Cappellacci (possibile candidato alla carica di governatore) apriva al partito sardo di Trincas e Paolo Maninchedda proponendo una serie di punti programmatici intorno ai quali costruire l’ accordo.

Se le cose dovessero concretizzarsi, ci troveremo di fronte ad un fatto  storico nella politica isolana: il mio vecchio pallino è costruire con i sardisti una grande coalizione post-ideologica.

Anima sarda e concretezza: rilancio del sistema impresa, politiche fiscali aggressive per chi decide di investire,infrastrutture e sviluppo sostenibile. In più: l’ ormai imminente dibattito sulla riforma in senso federale dello Stato può dare ai sardisti il modo di rientrare direttamente nel dibattito, lavorando per scelte concrete e aiutandoci a far riconoscere il gap insularità alla Sardegna.

Nessuna moda sardo-indipendentista, quindi. Nessun fustagno e nessuna giacca di velluto, nessuna rivendicazione di vecchissima sardità se non si accompagnano cose vere, cose concrete.

Secondo me scappa (e ci avvelena un Natale già difficile)

Nonostante 4 anni e mezzo di governo assoluto la 131 non è certo una strada moderna e sicura

Nonostante 4 anni e mezzo di governo assoluto la 131 non è certo una strada moderna e sicura

Ieri notte ho letto l’agenzia di Mauro Pili che diceva pressapoco così : “Le dimissioni di Soru non hanno niente a che fare con la politica ma sono il chiaro e calcolato tentativo di anticipare la decisione dei giudici sulla scandalosa gestione di questi anni della Regione!”.

Non meno tenero Mario Segni un po’ prima: “Dove sono gli uomini e gli intellettuali che si sono scagliati contro Berlusconi per il conflitto di interessi? Hanno cambiato idea o hanno gli occhi bendati?. Purtroppo l’effetto finale sarà un ulteriore calo di fiducia dei cittadini nei confronti della politica”.

Ho visto poi le immagini in tv: il governatore con qualche frase in italiano stentato (ma piace molto ai radical chic, tipo vezzo moderno-nuragico) ha fatto un generico appello a non si sa bene cosa. All’opposizione? Al suo partito che gli firmava qualsiasi cosa pur di fargli ritirare le dimissioni ? Non si era capito.

Resto della mia opinione. Non sono stati quattro anni e mezzo sereni. Per la prima volta nella storia dell’Autonomia si va al voto anticipato. Soru godeva di una enorme maggioranza: l’ha distrutta. Aveva il consenso della gran parte dei sardi: l’ha perso.

Quando incontro un soriano mi sento dire che Cabras e i suoi uomini sono peggio dei berlusconiani: affaristi e cementifica tori. Dimenticano che Cabras è stato il più forte sostenitore del Soru 2004. Se incontro un amico di Cabras sento peste e corna della regione soriana, trasformata in una banca d’affari, con una serie di personaggi che girano attorno pronti a lucrare dalle posizioni di potere.

Credo che l’ abbia detto Mario Diana nel dibattito di ieri sera: “La Sardegna perderà un pessimo presidente ma riguadagnerà un ottimo imprenditore”. Concordo.

Adesso noi sceglieremo candidato e liste. Lascio perdere i toni epici. Ridiamo sorriso all’Isola e magari rileggiamoci il bellissimo pamphlet di Gavino Sanna, la pipì controvento. Lo pubblicò per la prima volta Sassari Sera del grande e molto rimpianto Pino Careddu.

Buon Natale, teniamoci in contatto. Alcuni commenti potrebbero rimanere in moderazione, abbiate pazienza.

Donne in pensione a 65 anni? Falso problema

Lo sostiene Barbara Saltamartini, deputato, responsabile nazionale delle pari opportunità di An

Caro Bruno, non posso non intervenire in questa tua interessante discussione. Come hai giustamente riportato, e te ne ringrazio, la mia posizione circa l’equiparazione dell’età pensionabile è contraria. Sono contraria perchè le tanto decantate PARI OPPORTUNITA’ debbono essere sancite in partenza e non solo richieste alla fine del percorso di vita professionale.Tra l’altro questo principio è ancor più valido se si crede in quello del MERITO … a parità di condizioni chi è più bravo vince, a prescindere se sia uomo o donna. Purtroppo in Italia ciò non è ancora nei fatti.

Il secondo motivo, che contraddice la tua tesi, è che dall’operazione riforma dell’età pensionabile non si traggono tanti e tali benifici economici che, come tu sostieni, potrebbero essere rinvestiti nelle politiche di conciliazione vita/lavoro. Infatti il primissimo calcolo effettuato dagli uffici competenti ci dice che a regime dal 2013 (fra 5 lunghi anni…) il risparmio potrebbe essere di circa 210 milioni di euro. Sai bene che non ci facciamo nulla a favore delle donne, né possiamo utilizzare queste rirse per arrivare alla tanto sperata equiparazione dei salari (in Italia le donne sono pagate circa il 25% in meno dei colleghi uomini con stesso incarico e grado).
Allora, per concludere, l’Unione europea ci ha condannato all’infrazione perchè giudica discriminante per le donne il fatto di andare in pensione 5 anni prima rispetto agli uomini. Ciò detto il nostro Governo dovrà entro il 13 gennaio predisporre una risposta a riguardo, nel frattempo noi classe dirigente politica siamo chiamati a confrontarci per far sì che le VERE discriminazioni delle donne siano superate….Io mi sto impegnando affinchè nel nostro Paese le donne non debbano scegliere se essere madri o lavoratrici.
Un caro saluto, a presto.
Barbara

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Sui risparmi ho letto molte cifre, ma prendo per buone le tue,che i giornali hanno riportato.

Dico questo: le donne vivono mediamente 10 anni in più degli uomini. Andarsene dal lavoro 5 anni prima degli uomini potrebbe significare avere ambizioni diverse per carriera e stipendio. Dunque, una pensione più povera. Gli uomini prendono il 64% della pensione, le donne il 46%. I salari delle donne sono inferiori di un terzo a parità di mansione.

Penso che sia un tabù da rompere e non solo perché si debba essere riformisti a tutti i costi ma perché parificare l’ età della pensione significa compiere un balzo in avanti rispetto alle pari opportunità. Poi tu dici che una donna non deve essere messa nelle condizioni di dover scegliere la famiglia o i figli. Ai perfettamente ragione. Ma il nostro sistema di welfare spende quasi tutto per le pensioni e quasi niente nel sostegno alle famiglie. O meglio: dovrebbe spendere molto di più e molto meglio. Il tema dell’ innalzamento si porrà comunque.

Capisco che occorrano eguali condizioni di partenza per poi far valere merito e capacità, ma la sentenza della Corte di giustizia ci pone di fronte ad un dilemma da sciogliere nel più breve tempo possibile. Buon Natale, a presto! br

Soru, il moralmente superiore che si crede più sardo dei sardi

Soru si dichiara essere moralmente superiore

Soru si dichiara "essere moralmente superiore"

Non ci voleva l’editoriale di Pigi Battista per ridefinire lo status politico di Renato Soru, editore dell’Unità, imprenditore del web e governatore sardo. Da tutte le sue interviste, soprattutto da quella che ho linkato ieri, traspare a chiare lettere la sua tracotanza, la sua incredibile superbia, nel ritenersi più sardo dei sardi, più intelligente degli intelligenti, più giusto dei giusti. In due parole precise: moralmente superiore.

Soru piace tantissimo alla sinistra radical chic perchè oltre a portare voti, in periodi di magra, ribadisce sempre e comunque l’assioma tanto caro a Scalfari della “diversità”. L’essere moralmente superiore è in Soru talmente presente da esporlo a figuracce, se ci fosse qualcuno che abbia il coraggio di sottolinearlo.

Battista la chiama “maledizione del doppiopesismo”. Io la chiamo “manifesta ipocrisia” e incapacità. Tra l’altro Soru non ha solo il guaio del conflitto di interesse: vi ricordo che da Fazio – in un’orgia di domande preconfezionate – ha dichiarato che tutti siamo potenzialmente in conflitto di interesse e che quindi bisogna fidarsi delle persone. Siccome lui è lui e noi siamo noi, cioé relativamente niente di fronte alla sua supposta (!) magnificenza, capirete che il problema è svanito. E invece no.

Perché dicevo che Soru ha altre pendenze con la Magistratura e non di poco conto. Il caso Saatchi & Saatchi, massimo esempio di disinvoltura soriana. E se non c’è di mezzo la magistratura c’è sempre l’equivoco, per esempio in quella che io chiamo oramai come la Grande Comica Talgo, cioé la vicenda dei treni a diesel super-veloci, che avrebbero dovuto collegare Sassari a Cagliari in poco più di due ore.

Oggi si viene a sapere che la gara per l’alta velocità sarda non è mai stata aggiudicata alla compagnia spagnola, così come ampiamente annunciato dai giornali (io stesso mesi prima avevo detto che si trattava di un colossale bluff). Oggi si scopre che la gara è stata annullata, fugando – si fa per dire… – ogni “malevola” voce su presunte irregolarità, che dovrebbe costare un’annunciata querela all’amico Paolo Maninchedda! Nel frattempo però il progetto reale è fermo: delle due società interessate – Talgo e Caf -  che ne è stato? Politica d’avanspettacolo.

Eppure, dopo questa ennesima dimostrazione di superbia, il governatore Soru dovrebbe dire a me e a tutti i sardi come mai si mise a provare in prima persona il pendolino Talgo, in un viaggio di prova da Sassari a Cagliari, reclamizzato su tutta la stampa. O pensa che noi abbiamo la memoria corta?

Nel sito della Regione si poteva leggere infatti:

Nel frattempo, la spagnola Talgo è stata l’unica azienda disponibile a effettuare una prova sul campo nell’isola, per misurare le capacità della strada ferrata sarda alle prese con velocità più elevate. L’esame è stato superato.

Invece di opporre la sua inesistente superiorità morale, Soru farebbe bene a cominciare a rispondere agli addebiti concreti che gli vengono rivolti da più parti. Perché ha annunciato che sarebbero arrivati treni super-veloci che non sono mai arrivati? Come mai è stata annullata la precedente gara? Se ha tempo Soru risponda, ma non si preconfezioni le risposte.

AGGIORNAMENTO/1: Il governatore ha posto dei paletti alla maggioranza che lo sostiene. Il vecchio centrosinistra lo accontenta. Soru dovrebbe essere soddisfatto. Poi però chiede che venga approvata la legge urbanistica in giornata. Per farlo bisogna invertire l’ ordine del giorno : occorrono i 4/5 dell’ Aula, dunque il concorso dell’ opposizione. L’ opposizione rifiuta, ovviamente. Ma non può essere chiaro, il presidente ? Dire: mi dimetto oppure non mi dimetto ? Ci vuole tanto ? E voi che vi lamentavate di Masala…E’ passato un mese: buttato via tra giochi e giochetti. E questo qui sarebbe il nuovo ?

AGGIORNAMENTO/2: Soru conferma le dimissioni. Al voto a metà febbraio.

In attesa che levi le tende

La milionesima intervista rilasciata da Soru, nelle ore decisive. Cosa farà?
Molto più pregnante quella rilasciata da Luca Barbareschi, sempre relativa alla politica sarda, ieri sull’Unione Sarda.

Ne parlerò sicuramente nelle prossime ore.