L’AZZARDO DI SORU
Il governatore si è dimesso

Stamattina il prestigioso Sole 24 ore, in un lungo articolo dedicato al governatore della Sardegna, titolava: “Soru, un uomo solo al comando”.
Il pezzo di Mariano Maugeri complessivamente dipingeva un personaggio capace di bucare lo schermo e di proporre un’ idea di sé e dell’Isola. Ostinato e impolitico. Ma solo, irrimediabilmente solo. Con una giunta che via via aveva perso pezzi pregiati, in primis il Giavazzi sardo, il professor Francesco Pigliaru.
Più o meno un’ora fa Soru si è dimesso da presidente della Regione. Lo ha fatto dopo che la sua legge sull’ urbanistica si era trasformata in una specie di Vietnam che ricordava molto da vicino il vecchio centrodestra ’99-’04.
Adesso resta da capire che cosa Soru vorrà veramente fare. Potrà tornare indietro- ha trenta giorni di tempo-solo con un robustissimo mandato politico che significherà la vittoria politica contro i suoi numerosi avversari interni. Oppure spingerà al massimo per le elezioni anticipate, facendo liste e scegliendo personalmente gli uomini che dovranno aiutarlo. Niente potrà però cancellare l’ impressione che il Pd – e tutto il vecchio centrosinistra- andrà alle prossime elezioni regionali a pezzi, con l’ incubo di aver fallito la prova della modernizzazione dell’ Isola.
E’ una grande occasione per il centrodestra. Che deve darsi un metodo di lavoro, accelerare nella formazione del Pdl, studiare e proporre un programma innovativo, moderno, efficace. Sono cose da fare che hanno bisogno di unitarietà e di molti cervelli.
Trenta giorni è il tempo che ha Soru per risolvere la sua crisi. Trenta giorni è il nostro orizzonte per scegliere un candidato e poi cambiare la Sardegna nel profondo.