L’ennesimo rapporto del sole24 Ore, richiamato oggi anche da La Nuova Sardegna e l’Unione Sarda illumina sullo stato delle università italiane e in particolar modo di quelle sarde. Preciso da subito che l’inchiesta conferma l’allarme sollevato dal ministro Gelmini: la scuola pubblica e l’università sono uno stipendificio, dove si esaltano gli sprechi e la cattiva gestione delle risorse umane. In Sardegna la situazione, nonostante le parole rassicuranti del rettore dell’ateneo turritano Maida, è addirittura peggiore. A Sassari, infatti, c’è il record di professori:

In particolare a Sassari vi sono 477 professori su una popolazione di 7.284 studenti (questi ultimi in calo dal 2000 del 7,1%), cioè un docente per poco più di 15 allievi. Pertanto mentre gli studenti in otto anni sono diminuiti i professori ordinari sono diventati 228 (il 54,1% in più rispetto al 2000); gli associati 249 (il 37,6% in più rispetto al 2000). Sono cresciuti anche i ricercatori: oggi 236 (+11,8 rispetto al 2000).

A La Sapienza di Roma, uno dei più grandi atenei del mondo, il rapporto è di 1 docente ogni 24 studenti. A Cagliari la situazione non è sensibilmente diversa:

I professori sono 690 su una popolazione di 15.319 studenti in corso regolarmente visto che gli iscritti sono 36mila. Anche nell’ateneo guidato da Pasquale Mistretta gli allievi diminuiscono: dal 2000 il decremento è stato del 13,3 per cento. Tanto che il rapporto è diventato di un docente per poco più di 22 allievi. Anche a Cagliari nonostante gli studenti siano diminuiti i professori ordinari sono diventati 329 (il 48,9% in più rispetto al 2000). Gli associati sono 361 (e anche in questo caso il 4,9% in più rispetto al 2000). Infine sono cresciuti anche i ricercatori: 507 (+40,8 rispetto al 2000).

Un numero un po’ più in linea con alcuni dati nazionali. I tagli calcolati per studente colpiranno sicuramente Sassari, anche se non sono calcolati in base alla distribuzione meritocratica del 5%, prevista dal decreto. Onde per cui sta agli atenei dimostrare di saper razionalizzare le risorse. Il rettore dell’ateneo cagliaritano Mistretta, su La Nuova si difende, dicendo che sono aumentate le spese per gli stipendi, nonostante gli aumenti non siano stati percepiti sulle buste paga. Colpa della crisi. Per i rappresentanti degli studenti sassaresi la questione va analizzata meglio, il dato non è omogeneo. Ci sono facoltà con meno professori e altre con più professori.

Ad ogni buon conto i numeri confermano il fatto che la riforma 3+2 (Berlinguer /Zecchino) è stata deleteria. Ha ingigantito il numero dei corsi senza produrre alcun effetto benefico nel mondo del lavoro. La situazione dei laureati in cerca di prima occupazione è rimasta invariata. Nel frattempo le università hanno aumentato a dismisura questi corsi, alcuni veramente inutili e doppioni di altri esistenti, per accapparrarsi più fondi, creando un circolo vizioso che alla fine danneggia solo lo studente che porta a termine gli studi.

Per adesso abbiamo delle misure di contenimento, ma sicuramente negli anni la riforma dovrà esserci e incidere in maniera complessiva su tutte le problematiche del mondo universitario. Dico questo anche auspicando un confronto preventivo con le parti interessate (non con l’opposizione), che se produce buoni frutti è positivo, altrimenti si va comunque avanti. Prima, non dopo.

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