Una donna alla guida della Regione. Perché no?
“Il Pdl dovrebbe darsi una mossa e scegliere il proprio leader per le Regionali. È tempo che la gente sappia con chi ci presenteremo. Basta perdere tempo”. Lo chiede Bruno Murgia, deputato sardo del Pdl. Per Murgia l’antagonista del governatore Soru deve rappresentare una novità “La Sardegna, per la sua vocazione autonomista, puo’ essere un laboratorio politico. Bisogna saper osare e scegliere velocemente tra una rosa di candidati affidabili e attendibili, e sinceramente non mi dispiacerebbe che a presentarsi fosse una candidata. C’è spazio per le novità e la gente vuole una politica diversa, che dia soluzioni ai gravissimi problemi della nostra isola“.
Questo è il testo di una mia nota, rilasciata stamattina dalle agenzie. Il senso è chiaro: bisogna svoltare. Far coincidere l’avvento del PDL con una rivoluzione della classe dirigente. Proporre facce nuove, programmi nuovi, soluzioni nuove.
Oggi c’è Soru. Ma nei suoi confronti vale il famosissimo slogan utilizzato da Reagan nella sua campagna elettorale del 1984: Are You Better Off Than You Were Four Years Ago? State meglio oggi di quattro anni fa? Noi possiamo rispondere: No, anzi. la Sardegna non è cambiata per nulla. Ma su questo tornerò presto. L’importante è che ci sia un vistoso segno di discontinuità con l’andazzo sardo. E una donna, allora, potrebbe rappresentare una decisa inversione di tendenza.
Ho sempre pensato che Renato Soru abbia imposto una sua precisa idea di Isola. Nel 2004 vinse non solo perché la nostra coalizione era distrutta, ma perché nella proposta c’era qualcosa di evocativo che univa un nuraghe ad un computer. C’erano tutti i grandi giornali dalla sua parte, compresi giornalisti del calibro di Beppe Severgnini. Sarebbe sbagliato non riconoscere questo e ancora di più pensare che l’ex tycoon di Tiscali sia diventato elettoralmente debole.