Senza dubbio quelli di Repubblica sono uomini e donne privi di dubbio, perdonatemi il gioco di parole. E fatemi dire che io leggo Repubblica, con tutte le sue extensions settimanali. Ma se c’è una cosa che diventa insopportabile è la mancanza di dubbi. In questa settimana di proteste anti-Gelmini, con migliaia di studenti mobilitati, il quotidiano di Ezio Mauro, soprattutto nella sua versione on line è riuscito a dare il peggio di sè stesso, confermando di essere il partito dei moralmente superiori, degli onesti e dei probi. Non una sola voce di dissenso ospitata. Non una sola analisi coraggiosamente obbiettiva, come è capitato di leggere, al contrario, su La Stampa e il Corriere, certamente non accusabili di simpatie per il centrodestra. Anzi. Una settimana intera trascorsa a organizzare – in modo sottile, come si conviene agli occulti propagandisti in voga in tutte le migliori dittature del mondo – il tam tam delle proteste, a raccontare la storia di un paese in rivolta, fino a trasformare il wishful thinking in notizia. Come capita spesso.

Così quando Berlusconi ha ribadito che serviva una riforma della legge elettorale per le Europee, non hanno esitato a titolare “Berlusconi dice no a Napolitano”. Il giorno dopo Berlusconi dichiarerà che per la legge va bene così: o largo accordo o niente. Con buona pace del presunto diniego al Presidente della Repubblica. Ma è nella ricostruzione degli incidente a Piazza Navona e nella decisione del Governo di identificare chi occupa o danneggia le scuole che il quotidiano senza dubbio si è superato: da un lato si prodiga a dimostrare una verità con delle foto che non dimostrano nulla (“i fascisti picchiavano i ragazzi”… peccato che chi arringasse la folla di sinistra fosse un ragazzotto sui cinquanta anni, come si evince dai video), dimenticando di sottolineare che se c’è stata una rissa è evidente che ci sono stati due contendenti. Dall’altro ingigantisce il senso dei provvedimenti del Governo, evocando la Digos e manovre da stato di polizia, per quello che è un semplice adempimento richiesto dalla Legge.

In un mondo di cazzari, anarchici e benpensanti Repubblica sarebbe il giornale ideale. Mettendo in conto le vaccate (leggi lenzuolate) domenicali, contraddistinte da quel pesante tanfo di superiorità morale che da sempre aleggia intorno alla sacra e venerabile figura del fondatore, specializzato in sociologia da “come vorrei che fosse”.

Fortunatamente l’Italia è sempre il paese opposto a quello descritto dai mai dubbiosi pensatori di Repubblica. Ogni volta che ritengono di aver capito come è fatto il paese e come andrebbe governato, puntuale arriva la tranvata elettorale, democratica, che procura loro un fastidio enorme. Ma si sa, anche la democrazia è un concetto che si può usare a piacimento.

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