Non capisco Blocco studentesco
I cinquantenni di destra in Parlamento dicono che occupare e manifestare sia un rito di passaggio, un modo comunitario di stare insieme. Non c’è dubbio. Aggiungerei: quando è giusto, quando le informazioni che si hanno in possesso sono vere, non sono frutto di balle, di strumentalizzazioni e sciocchezze varie. Ieri Umberto Eco – di certo non di centrodestra – ha detto che trovava singolare che questi ragazzi scioperassero insieme ai baroni. Sono conservatori, chioso io.
Ecco perché non capisco, proprio non capisco la posizione di Blocco Studentesco, gli studenti di destra che hanno scelto una posizione non chiara. Vanno in piazza contro la Gelmini per non essere tagliati fuori dalla protesta, per non lasciare tutto in mano alla sinistra, finiscono nei tafferugli, non aiutano la causa della chiarezza. Avrebbero dovuto fare il contrario, da subito: difendere le riforme che in questo dannato paese nessuno vuole mai fare. Sempre che ci credano, perché tenere un piede in due staffe è troppo facile.
Se qualcuno mi spiegasse la posizione mi farebbe una vera cortesia. In questi post abbiamo portato dati, cifre e fatti concreti, oltre ad aver espresso una posizione chiara. Non parole vuote come quelle della senatrice Finocchiaro nel suo vanitosissimo discorso in Aula per una manciata di voti in più. E neanche parole ambigue, tipo siamo in piazza per manifestare un po’ contro e un po’ a favore. Bisogna capire, una volta per tutte, che il futuro si gioca intorno alla sfida della modernità. Non si può scimmiottare il passato per sempre.
A differenza di quaranta anni fa gli studenti oggi scioperano con i professori. Cosa è cambiato da allora? In termini di ideologie si sperava che fosse cambiato molto, ma ho come la sensazione che i professori giochino a fare i maestri di allievi-ideologi da modellare a loro immagine e somiglianza. Tentano, in sostanza, di sostituire il loro fallimento con un finto rigurgito rivoluzionario che affonda le proprie radici nella debolezza dell’attuale opposizione politica.