A che gioco giocano i baroni universitari?
Che l’aria all’Università italiana stia per cambiare lo segnalano gli atteggiamenti, più delle parole. La parte più retriva e conservatrice dello schieramento italiano (il PD associato alla Sinistra comunista che, parole di Rizzo ieri, vuole la fine del capitalismo) agita la coda della protesta scolastica, provando a bloccare sul nascere il tentativo di metter fine agli annosi problemi del nostro mondo accademico. Il baronato in primis.
Oggi sull’Unione è stato riportato il comunicato che io stesso ho ricevuto e pubblicato, da parte degli Studenti per la Libertà. A Cagliari alcuni professori hanno di fatto impedito il regolare svolgimento delle lezioni, trasferendole all’esterno, sul Bastione St. Remy, utilizzato come un rostro tribunizio, per delle improvvisate tirate ideologiche. Posso capire i ragazzi, ma fino a un certo punto. Piuttosto i docenti sono lavoratori pagati da quel Ministero che contestano, dalla Stato, da tutti noi. E gli studenti, per ricevere da loro le lezioni, nei luoghi deputati e preposti dalla legge, pagano fior di quattrini in tasse, trasferte, libri, affitti. Per non dire che provengono dalle tasche di lavoratori che spesso non si possono permettere nemmeno un’ora di sciopero. Figuriamoci improvvisarsi tribuni e giocare a fare i rivoluzionari. Col culo al caldo, lo stipendio assicurato e 40 anni in più sul groppone.
Comments
Antonio
Salve.E’ incredibile e impensabile da parte di un rappresentante della Sardegna nelle istituzioni scagliarsi contro gli studenti che lottano per difendere il diritto di TUTTI ad una scuola PUBBLICA. Lo stipendio della gente comune non raggiunge il livello delle cascate d’oro della Sua retribuzione, non possiamo permettere che il diritto all’istruzione sia esclusivamente attribuito ai portafogli gonfi. No al ridimensionamento della scuola pubblica, no alla “cultura” della televisione promossa dal Vostro Capo, No alle classi miste che profumano di razzismo. I soldi per salvare le banche non mancano mentre le risorse per GARANTIRE il diritto FONDAMENTALE dell’istruzione vanno dirottati magari ai contributi per l’acquisto di un fottutissimo digitale terrestre!!!!!
Questa è una colossale vergogna!!!!!!!Prima di parlare di studenti ideologizzati si faccia un giro di interviste alle migliaia di studenti incazzati ma non cerchi di spiegare loro che il famigerato decreto Gelmini è una buona riforma perchè la stragrande maggioranza degli studenti sono bene informati e non sudditi del tg4 e studio aperto!!!!! Ma mi faccia il piacere!!!!!!
admin
gentile amico, lei è un campionario di cose scontate, trite e ritrite. ( tra l’ altro i manager delle banche di cui parla erano quelli in fila per le primarie del pd… )saluti. ( br)
Antonio
Gentilissimo onorevole, vorrei farLe una domanda: che c’entra qui il PD???? Cosa mi interessa se i manager delle banche appartengono alla destra alla sinistra al centro!!! E’ in ogni caso vergognoso salvare tali istituti e togliere ossigeno vitale all’istruzione pubblica. Comunque la Sua risposta dimostra come, più che l’interesse degli studenti e della società tutta all’investimento delle risorse pubbliche nella crescita culturale del Paese, Lei sia più attratta dalle oramai obsolete ridicole e noiose beghe politiche. E’ proprio un politico di spessore!!!!!
viviana
Onorevole ha mai pensato, anche per un solo istante,di parlare con uno studente o un giovane ricercatore???non vede la contraddizione di una legge che va avanti e viene difesa dal governo nonostante la protesta di tutti i soggetti che ne sono interessati?forse non è chiara la differenza tra governare per un mandato e credersi padroni delle vite e del futuro altrui.
o forse è lei che ha il culo al caldo, ma così al caldo, che non si preoccupa nemmeno di pensare all’ assurdità delle sue dichiarazioni. le consiglio una bella boccata d’aria…magari una lezione all’aperto.
bruno murgia
lei è qui per insultare, gentile antonio, e per imporre le sue discutibili verità. cominci con l’ avere toni più tranquilli senza usare slogan. solo dopo se ne potrà parlare. le ripeto: dire che le banche tolgono fondi all’ università è ridicolo. si informi meglio. e si informi su quello che avviene nel mondo, prima di preoccuparsi del mio spessore.
Antonio
No, io sono qui per dire il mio parere, se a Lei questo non va bene mi metto l’anima in pace. Peccato che il mondo non vada come dice Lei!! Scusi il disturbo da oggi terrò bene in mente che la Vera informazione la devo andare a cercare nel Suo sito. E che la scuola non migliora per colpa dei comunisti! Tanti saluti
bruno murgia
io le fornisco le mie opinioni. lei le contesta in maniera accesa e aggressiva. si offende se io uso il suo stesso modo. ritiene di aver usato un certo garbo ? non mi pare. le ho esposto le mie ragioni, che sono quelle del cambiamento dell’ università. lei usa le banche e molte altre cose che per me non hanno senso. non mi dice niente di qualità dell’ insegnamento, di baroni e rettori inamovibili. non mi parla di qualità della spesa e della ricerca. lei non è l’inico che viene nel mio sito per farmi una lezione. preferisco il confronto, se le va. scelga lei, caro antonio.
bruno murgia
signora viviana, conosco molti ricercatori e molti studenti. fra un po’ vi sarà chiaro perchè l’ argomento mi sta a cuore. credo che anche il sistema della ricerca vada cambiato. non ho alcuna intenzione di farmi fare una lezione all’ aperto da persone che giudico non serene.
Pierluigi Saiu
Fino a qualche giorno fa trovavo incredibile che gli studenti scendessero in piazza per difendere i baroni dell’università. Non capivo perchè invece di chiedere migliore qualità all’insegnento manifestassero per difendere i privilegi di una casta, i docenti universitari appunto, responsabili di un sistema al collasso, incapace di insegnare e lontano anni luce dall’eccellenza di altri Paesi (vedi UK).
Poi ho capito. Ho capito che la scuola, l’università, la ricerca non c’entrano nulla!! La protesta è una scusa per manifestare invidia sociale e intolleranza politica. Uno sfogatoio di rabbia e rancore. Se proprio dobbiamo incazzarci almeno cerchiamo di farlo per difendere noi stessi e non le mummie del ’68 e i loro burattini.
Pierlugi Saiu, coordinatore regionale di forza italia giovani sardegna
Antonio
Io non ho assolutamente la presunzione di farLe una lezione, noto però che il parere diverso dal Suo La infastidisce. I rappresentanti del Popolo devono anche sapere ascoltare. Comunque se per Lei qualità della spesa significa tagliare il numero degli insegnanti per ritornare al maestro unico che insegna matematica italiano storia geografia e tutto il resto e affidare classi di trenta alunni ad UNA persona che oltre ad insegnare deve anche poter mantenere un certo controllo sulla classe, capisco perchè il mio PARERE è esattamente l’OPPOSTO del Suo. Augurandomi di non provocarLE del fastidio con questa risposta La saluto
Giuseppe
perchè non vanno a occupare a casa loro? Io vado all’università per studiare! Per colpa di gente che prima nelle aule e nei corridoi rischiamo il blocco della didattica… Io non posso permettermi di non dare esami! Pago le tasse e voglio studiare! Per colpa di una minoranza di insegnanti e studenti il mio anno accademico rischia di saltare!! Vergogna!!!!!
admin
allora, mi pare che i toni siano più tranquilli. i miei dati dicono questo: in 5 anni ci saranno 5750 classi in più con il tempo pieno. gli alunni in media saranno 18 fino ad un massimo di 26. al maestro prevalente verrà affiancato un insegnante di inglese e uno di religione. in europa è più diffuso il maestro prevalente. non verrà licenziato nessuno degli 87mila insegnanti: non ne verranno assunti altri. in italia c’è un docente ogni 9, in europa ogni 13. non verranno tagliati gli insegnanti di sostegno. non verranno chiuse le scuole di montagna. verrà unificato il personale amministrativo, come già previsto dal centrosinistra. in 5 anni 82950 alunni in più avranno il tempo pieno, con la media di 21 alunni per classe. è falso, dunque, che verrà abolito il tempo pieno. se poi non si vuole il maestro unico per motivi di didattica è un discorso, ma i numeri che portano i gentili commentatori non sono veri.
Antonio
Cosa significa maestro prevalente??? Questo è uno dei tanti trucchi usati per prendere in giro le persone. Quello che per tutti è il maestro unico con un tocco di bacchetta magica nel testo della legge diventa maestro prevalente. La verità è che la scuola elementare italiana, che sta ottenendo grandi risultati con questo intervento tornerà indietro di decenni!!!! E tanti giovani laureati moriranno con la speranza (solo quella) di svolgere, dopo tanti anni sui libri, una professione che rientrava nei loro progetti svolgere!!! Poi con i tagli sulle altre risorse la ricerca italiana continuerà a perdere posizioni e i giovani di belle speranze diventeranno cittadini di Paesi lungimiranti che investono nella loro cultura. In Italia invece 2 giovani all’anno faranno le veline e 10 fortunati ragazzi entreranno nella Casa del GF. Gli altri pregheranno che l’anno successivo arrivi il loro turno!!!!
Watergate
Antonio, permettimi di dirti che commenti senza conoscere i dati della realtà.
La scuola elementare è oramai a livello dell’Università e delle superiori. Livello molto basso. I nostri bambini sono molto indietro, soprattutto nelle matematiche.
E’ il modello del maestro doppio che ha condotto a questo sfascio! Altroché. Di quali giovani laureati stiamo parlando? Di quelli ai quali la sinistra ha offerto un mondo di opportunità finte, promuovendo il trienno, cioé lauree inutilmente facili?
Oppure stiamo parlando di quel 75% che puntualmente abbandona l’università, a dimostrazione che il modello – confermato da tutti gli analisti internazionali – è talmente fatiscente da scoraggiare in primis gli studenti?
Antonio
Va bene ho capito. La realtà è quella che decidete voi.
Watergate
No, se vogliamo parlare seriamente della qualità della scuola, dobbiamo affidarci a numeri neutri. Non alla mia realtà o a quella dell’onorevole Murgia.
I dati dell’OCSE, che comprendono paesi del nostro rango, sono impietosi:
Abbiamo in media la metà dei laureati.
Non sono presenti criteri meritocratici, nè nella scelta dei docenti, né in quella dei ricercatori.
Il processo di formazione e apprendimento comincia con le elementari e termina all’Università (per chi ritiene che sia sufficiente per entrare nel mondo del lavoro): in Italia abbiamo una maggior spesa per le elementari, una maggior spesa per il singolo studente laureato. Numeri apparentemente positivi, che considerando invece il risultato finale (pochi laureati, pochi ingressi nel mondo del lavoro, sistema non meritocratico, forti abbandoni universitari, proliferazione di lauree facili con richiesta di sistemazione nella P.A. in posti dove il turnover trabocca ormai) si quantificano in un costo. Spendiamo male troppi soldi per laureare la metà degli studenti, con minor spesa, dai nostri concorrenti.
Secondo un rapporto dell’ex ministro Fioroni, del PD, in Italia i bambini erano mediamente meno preparati dei colleghi dei paesi esteri, soprattutto nelle scienze matematiche (vitali in un paese senza materie prime e che potrebbe avere una vocazione tecnologica).
I nostri bambini, proprio quelli delle elementari, sono al 22° posto per competenza, dietro i bambini di Cipro. Peggio ancora: solo il 6% di essi raggiunge livelli di eccellenza. Mentre gli altri paesi hanno cifre triplicate, quadruplicate. SIamo ultimi tra i 30 paesi OCSE analizzati.
I tre maestri per due classi hanno aumentato i costi, azzerato la possibilità di sviluppare eccellenza tra bambini e insegnanti e costituito una sacca di sistemazione sociale, per ragazzi mandati al macero da chi ha voluto lauree umanistiche brevi, contrassegnate da una mediocrità pazzesche. Le cosiddette scienze delle merendine.
Noi non importiamo ricercatori. Siamo un paese che importa sette volte meno il numero di ricercatori che esporta. Noi importiamo manovalanza. L’America e gli altri paesi sviluppati importano ricercatori. Noi li facciamo fuggire, e non solo per la cronica mancanza di fondi. Soprattutto perché mancano criteri oggettivi e meritocratici, con il risultato che i ricercatori vogliono andare avanti come se fossero normali dipendenti pubblici. Invece dovrebbero andare avanti – con il triplo dei soldi – solamente i ricercatori che portano avanti ricerche suscettibili di un qualche risultato. Come in tutti i paesi.
Antonio
La ricetta del Governo per tamponare questa situazione è quindi il taglio della spesa per l’istruzione. A prima vista non sembrerebbe il rimedio ideale. Penso anzi che ciò comporterà il controllo dell’università da parte dei privati e l’impossibilità di tanti giovani di studiare, migliorarsi, evolvere il loro status sociale. Faccio l’es. dell’università di Cagliari che già oggi fatica a gestirsi. Un ulteriore riduzione di risorse taglierebbe ulteriormente i servizi per gli studenti (già peraltro non sufficienti in tante facoltà quali lingue, scienze politiche, giurisprudenza, che dispongono ad es. di un numero insufficiente di aule, certi corsi sono frequentati da centinaia e centinaia di persone che non trovano una sedia per sedersi e prendere due appunti) facendo crollare il loro livello di preparazione. Tutte queste criticità per il governo verranno corrette con questa riforma che prevede tagli tagli e ancora tagli. Auguri Italia
unabomber
La questione scuola va esaminata con serenità. Serenità che manca all’opposizione, che all’epoca non si premurò di contestare il ministro Berlinguer, che tagliò qualche migliaio di classi, specie in Sardegna.
La questione del maestro unico è la dimostrazione della malafede, o – a scelta – dell’ignoranza della legge, di chi contesta il provvedimento. Intanto non esistono insegnanti delle scuole elementari che abbiano fatto studi specifici per insegnare una materia piuttosto che un’altra. Se per loro comodità fanno finta di essere specialisti in un settore dell’insegnamento, mi viene il dubbio che sia per mascherare la loro ignoranza nell’altro. Sono stati comunque chiamati ad insegnare tutte le materie, o meglio dovrebbero essere in grado di farlo. Che poi si parli di qualità della scuola….
rammento che la scuola elementare italiana eccelleva la momento del maetsro unico, ed è scivolata a livelli esteuropei con la riforma successiva! Ci sarà pure un motivo.
Le scuole superiori seguono a ruota, così come le università.
Un raffronto con gli atenei di solo trent’anni fa piangere chi ha a cuore le sorti dell’Italia.
Perchè nesuno degli odierni sciperanti si è mai lamentato per il modo in cui si accede alle cattedre?
O volgliamo fare i nomi( o meglio i cognomi) di chi allegramente è oggi chiamato ad insegnare e giudicare agli esami?
Vi troverete i molti figli ( o tirapiedi) di alcuni politici della prima repubblica che hanno conservato, sotto varie vesti, il posto al sole anche nella seconda, che oggi sono all’opposizione ma intanto hanno ben sistemato i loro pulcini. E’ arcinota l’ignoranza di qualcuno di questi, e comunque la pochezza di molti altri.
E’ questa l’università che volete? Io no.
Concludo con una osservazione che a suo tempo fece un personaggio insospettabile; “In Italia per essere definiti intellettuali, esperti del mondo della scuola e diventare vice premier basta frequentare un corso professionale sul cinema; un laurea non serve a niente-firmato Max D’Alema . Chi cavalca la tigre, atteggiandosi a conoscitore del mondo della scuola è quello studente del corso profesionale. Vorrebbero essere in mano a questi, e pur di arrivare ove non è stato possibile con metodi democratici, si cerca la scorciatoia della sobillazione e dell’insulto. Credo che abbiamo visto altro per impaurirci, nè che permetteremo che si ripeta il clima di violenza ( ora solo verbale)che portò una certa parte al potere .
Abbiate pazienza, per ora chi è stato chiamato a governare sono altri. Ci vediamo fra cinque anni.
Watergate
Si, però, messi di fronte ai numeri duri e crudi della realtà italiana attuale, voi altri tornate agli slogan.
Io avrei capito lo spirito delle proteste (e in qualche modo capisco quelle dei ricercatori, che sono veramente frustrati, dato che hanno una professionalità che meriterebbe un riconoscimento maggiore) se la nostra università o le nostre scuole avessero prodotto non dico risultati ottimi, ma almeno sufficienti.
Invece si difende pervicacemente un sistema fallimentare, dominato dal baronato, dalla disorganizzazione, nel quale l’unica cosa importante, il merito, viene sacrificata in nome di non si bene quali pretese pedagogiche, a fronte di un fallimento conclamato dalla storia.
Tra 40 anni la Sinistra, come al solito, rivedrà queste sue posizioni attuali, e continuando a menarla su altre cose, ammetterà che si erano sbagliati. Come hanno sempre fatto. Ma sarebbe anche ora di smetterla di cercare di replicare ad infinitum queste politiche fallimentari, perché non si può mandare al macero un’intera generazione facendo finta di possedere delle ricette miracolose.
Basta con questa ridicola ideologia del siamo tutti uguali. Si dia spazio al merito, una volta per tutte, e si consenta a chi non ha i mezzi di emergere, anzichè andare a protestare all’ombra di baroni universitari che perpetuano il loro cognome nelle aule universitarie.
Gianmichele Nonne
Per dare il senso di cosa sia il baronato, mi viene da pensare subito al Magnifico Rettore di Cagliari Prof. Pasquale Mistretta.
L’altro giorno in un servizio di Videolina, il Rettore Mistretta, rintuzzava gli studenti della Facoltà di Filosofia alla protesta pacifica.
Mi chiedo se quei ragazzi siano consci del fatto che Mistretta sia il prototipo del BARONE. Credo proprio di no.
Nel 68 gli studenti protestavano contro i professori, oggi gli studendi protestano assieme ai professori (ex studenti sessantottini).
Per cosa, c’è da chiedersi, la risposta è la tutela dei privilegi del baronato. Altro che diritto allo studio, altro che ricerca.Di significativo si ripete ciò che avvenne nel 68, e cioè un avvicinamento della sinistra ai gruppi studenteschi. Credo che questo sia il dato più preoccupante di questa contrapposizione, in quanto nel 68 questa saldatura gettò le basi per il terrorismo.
Io credo quindi che sia necessario monitorare scrupolosamente gli sviluppi di questa situazione.
marialuisa
Buona discussione,io non sono sicuramente alla vostra altezza ,per poter discutere ,ma ignorando le strumentalizzazioni politiche ragiono da mamma su fatti quotidiani. l’unica scuola che ora (almeno nel mio paese) funziona è la scuola materna,la scuola elementare eccetto qualche modulo è un disastro,alle medie la maggior parte dei ragazzi arriva a odiare la scuola,alle superiori si iscrivono quasi tutti ma un 50 % abbandona gli studi. Mi chiedo c’è un problema sin dall’inizio del percorso scolastico,o siamo quasi tutti genitori incapaci e figli stupidi?
Non ho mai sentito i sindacati chiedere riforme per tutelare insegnanti con la I maiuscola,mai contro i continui trasferimenti e interrompendo la continuità.
Da tutte queste polemiche io ho capito solo una cosa,qui non si vuole tutelare lo studente,ma stipendi.Forse è ora che gli stipendi corrispondessero ai servizi resi,perché finora non è stato cosi.
Le retribuzioni devono essere date in base alla qualità,non alla quantità.
Un saluto
viviana
serenissimi!onorevole non ci lasci sulle spine, dica subito quanto le sta a cuore l’istruzione, la meritocrazia, la necessità di cambiamento….tutte quelle cose che nella riforma nessuno vede tranne lei e la sua combriccola. mi raccomando non scordi le formulette di rito sugli studenti pilotati dalla sinistra brutta e cattiva.
admin
A parte che mi chiamo Bruno e non onorevole, Viviana fai un processo alle intenzioni. Qui non c’è alcuna combriccola (a meno che tu non ti riferisca alla maggioranza di governo, che è leggermente più ampia di una combriccola). E’ un blog dove i commentatori come te hanno piena facoltà di esprimersi e di essere inutilmente aggressivi quando sono posti di fronte ai crudi numeri della realtà.
La realtà. Questa misconosciuta parte della storia che ogni tanto si ignora. (br)
viviana
lei ha il pallino dell’aggressività.sarà mica che ogni commento negativo è aggressivo?per combriccola intendo la maggioranza di cui lei fa parte, e le ricordo che il vocabolo non identifica il numero delle persone che fanno parte di un gruppo, ma principalmente lo scopo che li contraddistingue.
il vocabolario. Questo immenso tesoro che ogni tanto si ignora.
aspetto ancora le sue acute riflessioni sul futuro dell’istruzione pubblica.
bruno murgia
viviana, se trovi poco acute queste riflessioni perchè ti attardi a perdere tempo con noi persone piatte? ho portato dati e mi sono esposto chiaramente. hai il blog a disposizione per dire quello che ti pare. diresti le stesse cose a umberto eco e giavazzi che sostanzialmente sono poco acuti come me ? (br)
watergate
Anche questa Viviana fa la maestrina.
Gianmichele Nonne
Di cosa vi sorprendete, questo è il risultato di anni di sfascio nelle scuole.
Dalla riforma Gentile, hanno cercato in tutti i modi di distruggerla, visto che era nata in epoca FASCISTA.
Il risultato è che abbiamo una scuola mediocre, con tanti pROF, con la p minuscola, che orfani del 68, stanno cercando di rivitalizzarlo, cercando di insegnare l’unica cosa di cui sono capaci, IL CAOS.
viviana
io parlo con Lei, non con eco o con giavazzi. il punto qui è che chi ha un parere diverso dal suo è aggressivo, strumentalizzato dai partiti. non sono una maestrina, sono una cittadina che insieme a tantissime altre persone oggi ha manifestato per ribadire che l’istruzione non si salva con i tagli indiscriminati e il blocco del turn over, che un paese che propone di dividere gli alunni italiani da quelli stranieri è destinato a morire, perchè rifiutare l’altro vuol dire rifiutare il futuro. qui mi pare che chi parla per slogan e frasi fatte siano proprio quelli che chiamano in causa il solito luogo comune del sessantottino fallito. ma la realtà è come la vedete voi, chi ha un parere diverso non ha il diritto di protestare e deve essere sistematicamente screditato.
agostino
mi riallaccio al commento scritto dall’amico Pierluigi Saiu.
Sono studente universitario, e un po’ diciamo sto vivendo da fuori questa agitazione, nel senso che vedo volantinaggi, riunioni per organizzare manifestazioni.
Solamente vivendo da fuori, mi sono accorto di una cosa brutta, volete sapere qual è?
è la scarsissima informazione che è presente tra tutte quelle persone che manifestano e organizzano.
Guai a te però se vai ad informarti, leggendoti i decreti legge e le leggi approvate e non la pensi come a loro.
Molti non hanno mai letto i decreti legge e le leggi, e si mettono a tirar fuori numeri sconbusolati solamente perchè sentiti dire da persone anch’esse disinformate.
Cari ragazzi, che siete come me all’università, fatte una cosa semplice: ogni mattina o ogni sera leggete un po’ di notizie, anche andando a vedere nei vari siti internet dei giornali di vario orientamento politico, in modo da farvene una vostra idea e non essere presi in giro da persone meno informate di voi.
Un saluto affettuoso a bruno murgia.
admin
guardi che non sono io ad averle dato della maestrina. mi deve dare atto che comunque si è sviluppata una bella discussione, aperta e ognuno con le proprie idee. io di questo sono soddisfatto e poi non è mio costume scrditare nessuno: ho cercato di portare dati e cifre. l’ ho fatto con la sua stessa passione. se poi i toni si alzano, vabbè: la discussione è bella quando è tosta ! saluti. bruno
admin
agostino, la vedo come te. stamattina ho visto molti ragazzi manifestare. ho chiesto loro delucidazioni: non sapevano niente. non contesto chi è contro la gelmini convintamente ma chi va in piazza per fare casino e saltare la scuola senza avere idea di che combina. ciao. ( br)
Watergate
Questa Viviana, caro Bruno, è veramente uno spasso.
Segnalo questo capolavoro:
Scrive:
“Rifiutare l’altro vuol dire rifiutare il futuro”
Seguito immediatamente da:
“Qui mi pare che chi parla per slogan e frasi fatte siano proprio quelli che chiamano in causa il solito luogo comune del sessantottino fallito”
E certo, poi siamo noi altri che parliamo per slogan.
E’ il tono che fa la differenza. Rileggere il disprezzo dei commenti, prima di ribadire concetti – questi sì – zeppi di slogan.
Ricordiamoci però che Rifiutare l’altro vuol dire rifiutare il Futuro. E che questo non è assolutamente uno slogan o una frase fatta, come potrebbe sembrare a prima vista…
admin
come confondere il vecchio gavazzi con giavazzi… :-))). (br)
Antonio
Oggi ho scoperto che milioni di ragazze/i, insegnanti di medie, elementari, scuole dell’infanzia, gente comune sono scesi in piazza IN TUTTA ITALIA a protestare contro l’attività legislativa di necessità ed urgenza posta in essere dal Governo. Che creduloni!!!! Hanno tutti quanti pensato che con questa legge la scuola PUBBLICA continuerà a perdere risorse fondamentali per garantire a TUTTI il diritto di istruirsi. Porca miseria ci avevo creduto anch’io, che senza leggere mai una notizia e ascoltando la televisione e i giornali comunisti sono caduto nell’inganno. Per fortuna questo pomeriggio il Presidente Onorevole Dottore Silvio Berlusconi ha messo in guardia tutti:” attenzione la sinistra è bugiarda!!!”. Meno male!!! Da oggi in poi per non ricadere più in questi scherzi seguirò in tempo reale i notiziari che danno notizie “reali e veritiere”, tipo tg4 e studio aperto ma non disdegnerò una visita a questo blog.
Watergate
L’idolatria del PUBBLICO è l’ultimo feticcio rimasto alla sinistra, e vedo che funziona bene. Chissà perché questi milioni e milioni e milioni poi però, in sede elettorale puntualmente non si materializzano.
Maralai
x Antonio; Berlusconi non ha detto, “attenzione la sinistra è bugiarda”, ma (leggere attentamente): “E’ emersa anche oggi una scandalosa capacità della sinistra di mentire sulle cose di buonsenso. Torna la loro scandalosa capacità di difendere cose che non sono vere”. Quindi non scrivere puttanate.
M
Antonio
x Maralai: scusi se ho formulato in modo diverso la frase del Presidente del Consiglio…ops Capo del Governo scusi di nuovo!!!
agostino
gli organizzatori dello sciopero di oggi qui a ss dicono di esser stati non sono in quanti mila. Però dov’erano? magari erano in casa loro che manifestavano, in piazza cosi tantissime persone non c’erano.
Ora li vediamo tutti in piazza che stanno manifestando, occupando, autogestendo, poi andiamo a sentirli tra qualche mesee vedremo che ci diranno “quelle manifestazioni mi hanno fatto solo male al mio studio; potevo rimanermene a casa a studiare invece di andare a sprecare tempo che potevo impiegare in un buon modo”
Ragazzi ma lo sapete che non è stato presentato ancora nessun progetto riguardo all’università dal ministero dell’istruzione??
O le vostre fonti “informate” vi hanno detto pure questo?
Non fatevi mangiare la pastasciutta sulla testa!
viviana
per “questo” Watergate: da notare come la discussione sia strutturata su chi dice che gli studenti parlino per slogan, io che dico che non è vero, e anzi, ogni volta che sento in tv, o leggo nei giornali qualche commento contro chi manifesta le frasi usate siano sempre le stesse.
mi si risponde…chiaramente…che non è vero, nonostante in questo stesso blog leggo perle come…”L’idolatria del PUBBLICO è l’ultimo feticcio rimasto alla sinistra” sempre la sinistra che manovra tutto e ribalta la realtà…anche questo è un concetto molto originale no? oppure “Il risultato è che abbiamo una scuola mediocre, con tanti pROF, con la p minuscola, che orfani del 68, stanno cercando di rivitalizzarlo, cercando di insegnare l’unica cosa di cui sono capaci, IL CAOS”…incisivo il maiuscolo finale..impressionante direi…e però…non è vero che si tira in ballo il sessantottino fallito…della serie “non ho mai detto quello che ho detto”, e la mitica “Basta con questa ridicola ideologia del siamo tutti uguali.” mi si spieghi però…come la riforma intende perseguire la meritocrazia se i tagli investono tutta l’istruzione senza risparmiare i poli di eccellenza, come intende rendere più trasparente i concorsi per entrare all’università…nessuno mette in dubbio che l’università abbia delle pecche, ma questa riforma non apporta nessun miglioramento, introducendo anzi un pericolo in più, cioè la possibilità che gli studi universitari non siano più alla portata di tutti ma solo dei ricchi, visto che le tasse potrebbero aumentare in maniera imprevedibile. la legge…l’ho letta grazie. e forse “chi rifiuta l’altro rifiuta il futuro” ha un’impostazione un pò retorica, si…ma è la sacrosanta verità. in Italia non si vuole accettare il fatto che stiamo diventando un paese multietnico, e bisognerebbe attuare politiche di integrazione. basta dare uno sguardo ai fatti di cronaca per capire che ci sono spinte fortemente razziste e non viene presa nessuna precauzione e nemeno si cerca, attraverso la scuola, di insegnare il rispetto reciproco e la convivenza. meglio ghettizzare gli stranieri già da piccoli e a livello istituzionale, varando una legge apposita. faccio anche presente che in paesi dove il fenomeno è più esteso (come in Gran Bretagna) le classi non si dividono.
ps noto anche con piacere il rispetto per l’interlocutore…”questa viviana è uno spasso”, “questa viviana vuol fare la maestrina”. però io parlo per slogan no? quindi se dico che l’interlocutore va sempre screditato…forse posso prevedere la prossima risposta a questo messaggio.
Watergate
Non è che serva io per screditare la pochezza di argomenti che hai portato nella discussione. Bastano le tue parole. Tra le altre cose mischi un mio commento con quello di un altro commentatore, forse dovresti leggere con attenzione, invece di partire in quarta.
Brava, dopo poche righe (e meno male che sarei io quello ad avere talmente tante certezze da ribaltare la realtà) consoli te stessa dicendo di possedere una “sacrosanta verità”.
La legge l’hai letta molto male, se insisti nell’affermare che le tasse potrebbero aumentare in maniera esponenziale.
La legge introduce un modello concorrenziale nel quale anche i privati possono dare il loro apporto. Questo meccanismo, dato che in Italia viviamo in un sistema di mercato (ancora con venature socialiste purtroppo), impedisce di fatto di fare offerte fuori mercato. Le università non hanno interesse a sparare cifre troppo elevate, a meno che non siano centri di eccellenza. Perché dall’Università ricade un introito di cui beneficia, in genere, un’intera città. Sia in termini di affitti, sia in termini di consumi, oltre all’apporto culturale in senso stretto.
Se l’università X aumenta le tasse in maniera sproporzionale, slegandosi dalle condizioni di reddito del territorio circostante, che rappresenta il bacino ideale al quale attingere, sta sicura che vedrà i propri iscritti diminuire drasticamente.
Se l’Università non ha strutture adeguate per attirare i privati, in genere interessati a sviluppare le ricerche, secondo il modello americano, può comunque rifarsi attingendo al pubblico.
In ogni caso ciò che serve non è una laurea per tutti. Ma una laurea per chi davvero ha intenzione di laurearsi: le università italiane devono migliorare nella qualità e fornire un’offerta formativa relativa all’esigenze della collettività. Che senso ha far “laureare” (con lauree brevi, fortunatamente messe da parte) migliaia di studenti in materie umanistiche, che di fatto danno sbocco solamente nella pubblica istruzione, in un settore nel quale c’è già la fila del turnover. Chi sbaglia? L’università o lo studente? C’è un concorso di colpe, è chiaro. E perchè le università hanno moltiplicato il numero dei corsi facili? Per aumentare il numero dei laureati, affinchè prendessero più soldi.
Questa è la situazione, altro che ricchi e poveri. Il problema è che abbiamo troppi laureati a spasso, e la stragrande maggioranza di essi sono laureati in materie che il mercato del lavoro non può soddisfare.
Se si lega l’offerta formativa al mercato del lavoro, anche attraverso l’ingresso dei privati, aumentando la qualità del corso di laurea, aumenta – di sicuro – la percentuale di studenti che dopo la laurea trova un posto di lavoro. Che è quello che serve al paese, non la DIFESA DEL PUBBLICO, che ripeto è trattato come un feticcio, nonostante il PUBBLICO italiano non solo è il più mal funzionante dei paesi avanzati, ma è anche quello più indietro, con meno risorse, più corrotto e mal gestito d’Europa.
Forse, anzichè tentare di prevedere la mia risposta, dovresti un attimo documentarti. Perché io posso intavolare una discussione nel merito, informata, ricca di contenuti e quant’altro. Ma certo non mi faccio impallinare dalla prima che arriva a sparare slogan che non trovano appiglio nella realtà.
viviana
“Ma certo non mi faccio impallinare dalla prima che arriva a sparare slogan che non trovano appiglio nella realtà”.ancora la storia degli slogan.così è troppo facile…è una discussione con un disco rotto. riguardo le frasi che cito, non ho mai detto che sono tutte tue, ho solo scritto che sono le cose che ho trovato nel blog.e la sacrosanta verità, se leggi, riguarda un argomento in particolare.dimmi solo se nella legge c’è una sola riga,parola,o sillaba…che parli di tagli agli sprechi.dimmi solo se c’è un accenno seppur minimo ad un sistema di valutazione di questi sprechi.ah, e dimmi anche se in questo post c’è uno slogan. e ti ricordo che tra gli istituti che protestano c’è anche la normale di pisa, che secondo il tuo punto di vista dovrebbe stare tranquilla perchè è un polo di eccellenza.
Watergate
Vabbè, è evidente che il tuo intento polemico supera di gran lunga la voglia di confrontarsi.
In questi commenti ho scritto cifre, numeri, messo in mezzo argomenti che bastano per una discussione.
Se non la vuoi affrontare non è mica un problema. Ma se la vuoi affrontare, metti al bando le cose generiche e confrontati sui dati.
Ci sono tagli? Esatto. Ho scritto sopra che ci sono. C’erano con Mussi? Esatto. E dov’eravate tu e la Normale di Pisa, di grazia? E quando Berlinguer con Zecchino ha istituito le disastrose lauree trienniali, molto più perniciose di 1 miliardo di tagli, dov’eravate tu e la Normale di Pisa?
viviana
dimmi dove sono i tagli agli sprechi.dimmi dove sono i provvedimenti contro i baroni che secondo te ci strumentalizzano.dimmi dov’è il criterio di meritocrazia.