Come si può notare ho dato solidarietà a Saviano due anni precisi fa (il commento è delle 5,57 pm, 16 ottobre). Singolare come anche in quel caso ci fosse qualcuno – credo uno degli scrittori del collettivo Wu Ming- che volesse fare la morale ad un parlamentare di destra che offriva solidarietà disinteressata. In ogni caso, a parte un Fausto Bertinotti in buona fede, sul carro dello scrittore non erano saliti in troppi.

La solidarietà è continuata con interventi pubblici e attraverso il blog, non senza giudicare infelice una uscita del ministro Maroni.

Saviano allora non era ancora il fenomeno planetario che è diventato adesso. Sono dunque al riparo da ogni sospetto: ecco perché comincio a sentire un po’ di fastidio. La vedo come Emmebi: forse stiamo esagerando. Quello striscione al corteo del Pd (300 mila persone ), “Siamo tutti Saviano”,  mi ha dato la dimensione di come molte battaglie belle e pulite possano trasformarsi nella solita lezione che la sinistra-Vitasnella cerca di impartire a noialtri cafoni.

Mi chiedo che cosa potrebbe succedere se il prossimo libro di Saviano fosse una semplice storia d’amore tra una cameriera di Bellinzona e un idraulico di Assemini.

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