veltroniSe fossi un parlamentare di sinistra, o semplicemente un elettore del Partito Democratico, sarei molto preoccupato dal comportamento di Walter Veltroni. Il segretario del PD, infatti, è riuscito magicamente a traslare nel partito di opposizione tutti i vizi che la sinistra aveva quando era al governo e rappresentava la maggioranza. Difetti da inconsistenza programmatica, non omogeinità politica, con una tendenza all’autolesionismo talmente spiccata da aver condannato Prodi, forse il meno colpevole, a una damnatio memoriae imperitura.

Basti guardare come stanno gestendo la questione dell’alleanza con Di Pietro. Un giorno Veltroni accusa Di Pietro di aver stracciato l’accordo col PD. Due giorni dopo si rimangia tutto in nome delle alleanze locali. Si dirà, la politica! Ma se c’è una cosa che gli italiani proprio hanno smesso di digerire è questo costante tentativo di rimanere attaccati alle poltrone, anche quando non si hanno idee da proporre.

Sulla scuola e la riforma della Gelmini Veltroni compie un altro capolavoro di ambiguità politica, tentando di interpretare la parte dell’oppositore a tutti i costi, addirittura invitando Berlusconi a ritirare il decreto. Una cosa pazzesca, chiesta in nome delle proteste di piazza. Da dove Veltroni prende la certezza che la riforma non va giù agli italiani? Come al solito lui e la sinistra fanno leva sul chiasso e le manifestazioni, i cortei e i sindacati, per non dire di un bel numero di studenti a-critici e iper-politicizzati, che non vedono l’ora di disertare qualche ora di lezione, pur di protestare contro qualcosa che nemmeno avranno letto. Nella migliore tradizione italiana. D’altronde basta farsi un giro nei forum in rete, ospitati sui più importanti quotidiani on line italiani, per rendersi conto di quanto la scuola ha bisogno di riforme radicali e di un miglioramento totale dell’apprendimento (lo stato comatoso è segnalato anche dall’Economist). Per non dire di professori che invitano gli studenti a scioperare.

Che poi: bella scelta responsabile quella di ritirare le decisioni solo perché qualcuno le ritiene impopolari. Veltroni, tuttavia, non può far altro che continuare così: un giorno ben disposto, il giorno dopo indisposto, ma pur sempre incomprensibile. Quando il PD sarà sceso sotto il 20% forse si renderanno conto che è necessario avere in mano delle proposte alternative. Oppure una voglia matta di fare qualcosa per questo paese, anziché andare in tv per dire che non vanno troppo in tv, come recentemente è capitato.

Io penso che se una riforma è profondamente avversata sono due i motivi: o è profondamente ingiusta, o spazza via grossi interessi e distribuisce meglio le risorse, evitando la pietrificazione di un intero sistema. Siamo al secondo caso. E Veltroni se ne renderà conto alla prossima tornata elettorale.

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