La destra e l’ambiente
La politica ambientale è tornata prepotentemente sui titoli dei giornali con le nuove polemiche innescate dalla richiesta italiana di rivedere i parametri di applicazione al pacchetto-ambiente dell’Unione Europea. Altre volte sono intervenuto in materia, affermando senza equivoci di sorta che la politica ecologista dev’essere un caposaldo programmatico di qualsiasi progetto politico. E un ordine del giorno costante nell’azione governativa. Ora, la polemica italiana riguarda i costi per le imprese, la sostenibilità. Dubbi sono sorti anche all’interno del PD e ci sono diversi paesi – per la verità poco sviluppati rispetto a noi – che chiedono regole meno rigide.
Tempo fa, intervenendo in una pubblica assemblea dedicata anche alla Legge Salvacoste, ho dichiarato che noi del PDL non dobbiamo essere il “partito del mattone continentale”, ci vuole una vera politica ambientalista, che sicuramente abbandoni l’idea centralista di Soru, che fa solo danno alle imprese senza aumentare di alcuna percentuale le presenze turistiche, e invece proponga una visione moderna.
Nella destra italiana permane una visione che oserei definire “bucolica” dell’Ambiente. Bisogna sviluppare una visione economica, che punti a valorizzare l’ambiente come patrimonio naturalistico. Pertanto: no alla cementificazione, no alle campane di vetro, no al centralismo. Si a una politica ambientale di contenimento per le emissioni, si alla difesa del patrimonio, no alla creazione di parchi naturali, poichè sono dei grandi carrozzoni utili per sistemare delle caselle mancanti e, soprattutto, incapaci di creare un vero reddito dalla bellezza naturale, a meno di non essere lo Yellowstone.
Il discorso è semplice: dove è necessario bonificare, ripianare, rifare, restaurare si interviene e si vede cosa fare. Dove c’è l’urgenza di salvare si stabilisce un blocco ad hoc, anche più duro delle norme previste dalla Giunta Soru. Dove c’è da mantenere l’ambiente integro lo si mantiene, ma creando una opportunità turistica. In modo che la conservazione diventi reddito e non mera protezione fine a sè stessa. E questo non significa affatto costruire alberghi a due metri dalle spiagge. Intendo dire che serve una politica turistica integrata che offra l’ambiente come risorsa privilegiata, affiancata ad eventi e servizi collaterali. Questo è quello che serve per il turismo sardo. Non certo il modello Briatore.
Comments
marialuisa
Questo modello se realizzato,servirebbe ai sardi,io quanto sono contraria alle strutture in riva al mare ,non condivido i villaggi turistici immensi.La Sardegna ha bisogno di tante strutture piccole gestite a livello familiare.Il turista deve integrarsi con noi,dalle spiagge all’interno,solo così può dire di aver trascorso le vacanze in Sardegna e solo cosi saranno uniche.
Creando questo riusciremo ad incrementare un po tutti i settori,più negozi specializzati,più proposte per i prodotti locali ,se no se si continua con la politica attuale ,saremo tutti camerieri e commesse,senza possibilità di crearci un avvenire autonomo.
Saluti.
Paolo
l’importante è convincere quelli di FI che non si vuole essere il partito del mattone!
Stefano Deliperi
on. Bruno Murgia, ma crede nelle cose che dice? Lei molto probabilmente sì, ma gli altri? Soprattutto, pensa davvero che siano gli obiettivi del “suo” PdL e dei “suoi” leader, ad iniziare da Mauro Pili per finire a Silvio Berlusconi, passando per gli incredibili onorevoli Vella? Perchè, se è vero quello che Lei dice – ed io non ho motivo di dubitare che Lei sia sincero – non si vede un accidenti di concreto nella direzione che Lei indica da parte del Governo e del PdL? Perchè, negli scorsi anni di governo, il centro-destra ha “prodotto” nuovi condoni edilizi? Perchè ci sono gli “stupidi” referendum contro la legge salva-coste e nient’altro? Oltre gli slogans c’è altro? Se sì, che cosa? Può indicarmi qualche programma concreto realmente perseguito? Personalmente credo che su certi valori, come quelli ambientali, non ci dovrebbe essere grande differenza fra tutte le forze politiche, tuttavia vedo in giro tante parole d’ordine ma scarsa concretezza, soprattutto da parte del PdL. Sono io distratto oppure c’è qualcosa da aggiustare in casa PdL?
admin
in ogni caso, mi pare che maria luisa abbia colto, con concetti sempicissimi, nel segno (br)
Trackbacks and Pingbacks