Non sono il tipo che fa lo schifato su certe iniziative scorrette della Lega. Al contrario di molti di noi, i nordisti sono capaci di mettere il dito sulla piaga di molti problemi dell’Italia. Dunque non posso essere tacciato di sentimenti anti-leghisti se dico che questa volta l’ottimo ministro dell’Interno Maroni sulla vicenda Saviano sbaglia.

Maroni, in un riflesso infastidito, ha detto che Saviano non è l’ unico a combattere la camorra: ci sono soprattutto  magistrati, giornalisti e imprenditori e forze dell’ordine. Lavorano in silenzio senza guadagnare le prime pagine dei giornali.

Spero che il ministro Maroni non si infastidisca per la enorme visibilità del giovane scrittore, simbolo forse persino involontario.

Non bisogna lasciarsi andare a troppi distinguo, però: Saviano ha scritto un buon libro che ha messo sotto i riflettori una realtà della quale è giusto parlare ovunque e che non può essere recintata alla sola Campania. E’ un giovane eroe che ha scelto una letteratura anti-tinello: quella che invece va per la maggiore nell’Italietta per bene e conformista.

Non va lasciato solo in nessun modo o messo in conflitto con chi, come lui, combatte la camorra.  La linea di difesa è la stessa. La differenza la fa la buona letteratura che è molto più potente anche della indagine più minuziosa.

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