obama joe barackPer una serie di motivi pensavo di fare dichiarazione di voto per Obama. Sarà stato l’appoggio del Boss, la giovinezza e la voglia di cambiare, poi il fattore Joe mi ha trattenuto dallo schierarmi ufficialmente. Joe Wurzelbacher è un idraulico americano, uno della working class. Un tizio grande e grosso, che forse non ha mai messo piede a Manhattan in vita sua. Al termine di un comizio a Toledo ha fermato Obama e gli ha chiesto spiegazioni sulla sua politica fiscale.

“Innanzitutto credo nel sogno americano” gli ha detto Obama. Ma l’eroe Joe non era molto soddisfatto e intervistato dalla Fox ha detto: “Non mi convincono le parole di Obama. Mi ha un po’ spaventato, dice che vuole redistribuire la ricchezza, ma a me sembra una cosa socialista: decido io a chi dare i miei soldi, non può essere il governo a dire che se guadagno un po’ di più poi lo devo dividere con qualcun altro”.

Dunque ieri notte McCain finalmente ha attaccato Obama, dopo settimane e settimane di incertezze, indecisioni e inutili attacchi personali, proprio sul terreno dell’american dream, la possibilità cioè di crescere e progredire senza troppi freni. Così McCain in tv: “Joe, io ti aiuterò non solo a comprarti l’attività per cui lavori da una vita, ma terrò le tue tasse basse e darò a te e ai tuoi dipendenti la possibilità di avere un’assistenza sanitaria che vi potrete permettere”.

Basterà perché McCain recuperi il terreno perduto? Molto difficile, ma almeno ha dato segnali di volere ancora combattere.

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