roberto savianoScrivere è come nascere una seconda volta, per chi ha provato l’emozione della scrittura. Ma scrivere di morte, nonostante l’argomento sia così terreno e in un certo qual modo inflazionato, può anche costare caro. Di Roberto Saviano sappiamo molto, che ha scritto un bel libro (Gomorra, tra i libri più importanti degli ultimi dieci anni a livello mondiale), che vive sotto scorta e che, nonostante tutto, continua la sua battaglia contro il clan più efferato della Camorra, quello dei Casalesi.

Il fatto che viva blindato è diventato talmente noto, che anche la sua vita da scortato rischia di diventare abitudinaria. Ci facciamo il callo noi, e ci fanno il callo coloro che lo vorrebbero morto. Stamattina su Repubblica sono riportati stralci di una deposizione attendibile: Saviano verrà ucciso dal clan dei Casalesi a dicembre. Cosa fare? Cosa dire? Lo Stato, come sempre, si muove in conseguenza di qualcosa, un po’ perché la sicurezza costa, un po’ perché la democrazia richiede l’invisibilità delle forze militari. Ma alla fine ha dovuto mandare 500 uomini per presidiare le zone contrassegnate dagli ultimi sanguinosi eventi.

Saviano, dal canto suo, nel suo sito ha proprio dedicato una pagina a questa drammatica condizione: “Vivo sempre sotto scorta dei carabinieri, cambio casa continuamente, non ho più un’esistenza normale”. Io penso che salvare la vita a Roberto Saviano sia un imperativo per lo Stato e penso che qui si misurino molte delle intenzioni del Governo, perché Saviano non è solo un bravo scrittore o un simbolo della lotta alle organizzazioni criminali. Saviano è soprattutto un giovane uomo che ha diritto di poter esprimere le proprie opinioni, ha diritto di denunciare quanto ha denunciato e di renderlo pubblico con ogni mezzo. Il miglior aiuto che Saviano può ricevere, oltre alla intensificazione dei controlli e delle misure di protezione, è un miglioramento nella qualità e nella quantità della nostra lotta a tutte le mafie e su questo punto non ci sono compromessi e dilazioni politiche da spendere.

UPDATE FLASH: Per rafforzare ‘ulteriormente le misure di protezione’ nei confronti di Roberto Saviano i deputati del PdL, componenti della commissione cultura, Fabio Granata e Bruno Murgia, hanno presentato una interrogazione urgente al Governo. I due parlamentari del PdL sostengono che ‘Saviano e’ il simbolo dell’Italia che non si arrende, dell’intellettuale senza padroni e senza protettori che si oppone alla prepotenza e alla vergogna che offende la sua terra. Racconta di un Sud e di una Italia diversa – spiegano – e ricorda tragicamente il Paolo Borsellino del discorso alla biblioteca di Palermo dopo l’uccisione di Giovanni Falcone. Per questo Saviano va tutelato con misure straordinarie e a Saviano deve andare la solidarieta’ dell’intero Parlamento e del Governo perche’ non si possa scrivere ancora una volta, come diceva Falcone che si muore quando si e’ soli’. (ANSA)