Regionali 2009: Leader nuovo, idee nuove
Terminata la fase dell’analisi a caldo, veniamo a vedere da vicino quali possono essere state le cause per quello che appare un risultato insoddisfacente.
Innanzitutto abbiamo portato a votare trecentomila persone. Per vincere le elezioni, con un risultato netto e inequivocabile, ne servono 180.000/200.000 in più, basandoci sull’ultimo dato del 2004. Quindi abbiamo raccolto poco rispetto ad una buona campagna su stampa e tv e alla mobilitazione di tanti giovani. C’è però uno zoccolo duro che si mobilita sempre e comunque.
Secondo. Il modello del pullman non serve ad attirare la gente sulla sostanza dei quesiti. Il referendum è uno strumento inflazionato adatto ai piccoli partiti o alle grandissime questioni. I cittadini non conoscono i meccanismi che regolano l’urbanistica, per questo esistono i professionisti, ben pagati. Inoltre c’è sempre un errore di comunicazione: si girano le città mentre i cittadini lavorano. Si raccolgono poche adesioni e si dà l’idea di essere degli scansafatiche.
Terzo. La gente si aspetta che sia la Regione o lo Stato o il Comune a risolvere i problemi e non essa stessa. La sensazione di essere usata per lotte politiche tra quartieri elevati rende ancora più distanti i politici dai loro elettori, con la conseguenza che anche i migliori appelli vengono sprecati in inutili campagne politiche. Nonostante ogni battaglia sia degna di essere combattuta, forse bisognava preparare meglio il terreno.
Infatti (e qui siamo al quarto punto), il PDL è arrivato all’appuntamento ancora senza leader e senza un programma innovativo che faccia da contraltare alle idee di Soru. Una proposta nuova costruita intorno a una leadership riconosciuta e riconoscibile. Se fossimo andati a votare con un leader, anziché affidarci al referendum per cercarlo, forse si sarebbero capiti anche gli intenti relativi alla legge salvacoste.
Quinto. L’idea di riformare la Sardegna dev’essere assolutamente rafforzata. Oltre alla leadership che sottolineo debba essere NUOVA, AUTOREVOLE, CAPACE DI NUOVE PROPOSTE veramente alternative al Modello Soru, serve una piattaforma programmatica breve, coincisa, ma forte e convincente. Questo programma dev’essere la spina dorsale del nascente PDL sardo. Altrimenti rischiamo le figuracce del quinquennio 1999-2004.
Comments
Enzo Cumpostu, Nuoro
La gente, caro Bruno, non crede più nei referendum; la gente è stanca, distaccata dalla politica emolto più preoccupoata dei problermi reali che attanangliano la loro stessa esistenza; hai descritto con crudezza ma non senza verità l’assoluta inutilità di certe iniziative poste in essere.
bisogna anche dire, però, che i sardi hanno avuto paura e nel dubbio hano preferito disertare; e disertare ervidentemernte ha il significato di votare no ai tre quesiti.
Sappiamo molto bene che i nostri tre avrebbero avuto un significato differente rispetto ai tre si del PdL in quota FI…
Il cemento contro le idee innovatrici e originali che non avrebbero intaccato l’ambiente, la “arbeghizzazione” e cementificazione delle coste, indiscriminata forse, contro chi, nella Destra Italiana, sociale e non, ha sempre difeso il principale elemento di vita dell’Uomo: l’Ambiente.
La possiiblità di una svolta politica a livello regionale è ancora possibile, reale, concreta.
Ma in un climna di rissosa contrapposizione tra il gotha del PdL dove si troverà un autorevole, capace e soprattutto nuova figura di leader quale candidato da proporre a reale alternativa a Renatino da Sanluri?
Ti auguro buona giornata
Enzo Cumpostu blog: cose dette e non…
anja
caro Bruno, prima di cimentarti in campagne referendarie che non ti competono, ti consiglio di ripassare le nozioni fondamentali di grammatica italiana (magari nella versione del Serianni).
Sarà per questo motivo, tra gli altri, che il quesito popolare non ha registrato risposta (traduco: che avete fatto FLOP come farete alle prossime regionali)?
Altra cosa: i leader, non nascono sotto il cavolo, caro mio… come ben piacerebbe a Nizzi, di veder realizzati tutti i suoi sogni. I leader si costruiscono (Antonio Gramsci…ahhhh…QUESTO SCONOSCIUTO)!
admin
Interessante notare che consigli di ripassare le nozioni fondamentali di grammatica e poi mi scrivi:
“I leader, non nascono sotto il cavolo”
In pratica, con la virgola stacchi il soggetto dal predicato, senza alcun motivo. Oltre al fatto che dovresti ripassare l’inglese, dico, in quanto il plurale prevede la S finale: leaders.
E senza bisogno di citare Gramsci. (Br)