Scuola, manifestano contro il proprio futuro
La polemica sul mondo della scuola ormai riguarda qualsiasi proposta del Governo. Sono già intervenuto, anche a mezzo stampa, per confermare il mio appoggio all’azione del Ministro Gelmini. I dati presentati sul sito del Ministero sono sconcertanti. Davvero la scuola è diventata una specie di ammortizzatore sociale. Nonostante ciò si è subito formato un fronte di resistenza alle riforme. Si parli di tagli, licenziamenti, anche in Sardegna la scuola è in crisi. Io sono d’accordo. Le situazioni personali poi hanno la precedenza nella mia comprensione. Ma dal punto di vista generale la scuola ha un bisogno matto di cambiare, per questo non capisco chi, simbolicamente, porta il lutto al braccio e strumentalizza i bambini per la solita polemica politica.
Esiste un’Italia che non ha voglia di cambiare, di migliorare il paese, di uscire dal torpore economico, di dare un futuro migliore ai ragazzi. Questa Italia è ben rappresentata dall’immobilismo del Partito Democratico e della sinistra comunista, che vorrebbero mantenere una pubblica amministrazione inefficiente. Una scuola migliore la si ottiene liberando risorse e razionalizzando le spese, per evitare inutili sprechi. La natalità in Italia è a livello zero, purtroppo. Esistono paesi delle province italiane con classi numericamente dimezzate, tanto che una laurea per insegnare nelle scuole non ha quasi più senso allo stato attuale. Se non fosse per i figli degli immigrati, poi, la situazione sarebbe ancora più drammatica.
Per questo e per altri motivi il ritorno al maestro unico è una prima risposta e non c’è alcun blocco culturale, impoverimento nell’attuarla. Va da sè che gli alunni italiani ormai sono indietro in tutte le classifiche specialistiche. E’ quindi assolutamente necessario, per quanto mi riguarda, che gli studenti italiani siano avviati a un apprendimento di livello superiore, in linea con le aspettative economiche del futuro: più scienze matematiche, più computer, più inglese e più italiano. Non possiamo immaginare una scuola slegata dall’economia e dal lavoro del nostro paese. Chi oggi indossa il lutto, pur comprendendo la situazione personale, manifesta contro il futuro dei propri figli.
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Ps.: Stamattina riunione a Nuoro per il referendum contro la cd. legge salvacoste (alias bloccasviluppo) del 5 ottobre prossimo. Rendetevi disponibili per la campagna referendaria, se potete. Dateci una mano.