La Festa del Mare di Santa Lucia è stata trasformata, con la complicità di Regione, Provincia e Comune, in una passerella politica a senso unico, aperta solo ai politici e ai tecnici di sinistra. Il fatto è grave e non certo per il diritto di Legambiente di fare le scelte che crede: ma l’ utilizzo di fondi pubblici presuppone onestà intellettuale e capacità di organizzare dibattiti a più voci. Così non è: a Santa Lucia ci sarà spazio solo per i noti soloni della politica nostrana e di sinistra, senza contraddittorio alcuno. Spiace che a una interessante intelligenza come quella di Ermete Realacci non venga data l’opportunità di conoscere anche l’opinione di altri esponenti del mondo della politica e della cultura ambientalista nell’Isola, ma appare chiaro come si sia in tempi di pensiero unico ambientalista-soriano. E tra l’altro, all’alba di un importante referendum contro la legge “salvacoste”, sarebbe opportuno che le strutture pubbliche concedessero le proprie risorse con oculatezza per non creare oggettive situazioni di disparità e non approfittare furbescamente di iniziative come quelle della Festa del Mare di Santa Lucia.

Inutile dire che i solerti amministratori del piccolo borgo sul mare si sono allertati solo intorno al 25 di agosto per apportare una serie di migliorie: non certo a vantaggio dei turisti ma per accogliere al meglio i pregiati ospiti del mondo della politica di sinistra. Santa Lucia non ha bisogno di feste-vetrina: quest’anno spiaggia e pineta erano ridotte malissimo, la complessiva organizzazione della stagione turistica è letteralmente penosa. Non basta una passerella elettorale per cambiarne i connotati.