5 ottobre, un sì per la Sardegna
Oggi a Cagliari presentazione del comitato referendario. Il referendum contro la legge salvacoste si terrà il 5 ottobre prossimo. Dobbiamo ripensare una nuova politica ambientale, che coniughi la conservazione del patrimonio naturalistico sardo, con l’esigenza di impiantare un’economia sostenbile che genera ricchezza.
Questo è il testo affidato alle agenzie di stampa:
Il Comitato per il Si’ all’abrogazione della legge regionale n. 8 del 2004, conosciuta come Salvacoste, mobilitera’ 10.000 volontari, uno ogni 100 elettori, in tutta la Sardegna per il referendum del prossimo 5 ottobre. Da oggi parte la campagna “Vota Si’ per la Sardegna“, presentata alla stampa in un incontro a Cagliari cui ha partecipato il parlamentare di Forza Italia Mauro Pili assieme agli esponenti regionali dei partiti del centrodestra e a diversi amministratori locali, tra i quali il sindaco del capoluogo Emilio Floris e il deputato Bruno Murgia. Obiettivo dell’iniziativa e’ convincere un milione di elettori ad andare alle urne. La campagna, che lo stesso Pili ha definito “povera di risorse”, sara’ imperniata su quattro temi fondamentali. Per i promotori del Comitato per il Si’ la legge salvacoste “ha escluso i comuni dalla panificazione urbanistica, impedisce lo sviluppo turistico, consente la speculazione immobiliare, esclude i sardi dalla difesa dell’ambiente e crea disoccupazione”. Nei prossimi 10 giorni il Comitato si prepara ad accogliere le adesioni dei volontari che diffonderanno gli slogan della campagna.
Con l’adesione allacampagna per il si’, che sara’ possibile in gezebo e punti d’incontro allestiti in ogni comune, o anche attraverso il sito internet www.votasiperlasardegna.it, l’impegno assunto da ogni volontario sara’ quello di contattare 100 elettori, secondo una strategia di propaganda elettorale “multilevel”. Durante l’incontro di oggi e’ stata annunciata anche la mobilitazione dei sindaci sardi e l’avvio di una raccolta fondi per sostenere il Comitato. “La Legge in questione”, ha spiegato Pili, “consente la speculazione immobiliare a vantaggio di pochi. La norma, infatti, ha deprezzato il valore dei terreni delle zone agricole e delle coste, mettendo i proprietari nelle condizioni di dover vendere a basso costo”. Il coordinatore regionale di Forza Italia, Ugo Cappellacci, ha ribadito i motivi della mobilitazione per il si’ al referendum. “Iniziamo una battaglia per scardinare alla radice il Piano Paesaggistico regionale che ha causato tanti danni in Sardegna“, ha detto Cappellacci. “Noi siamo per il rispetto dell’ambiente, in un processo virtuoso, pero’, che vede andare avanti insieme anche il benessere e lo sviluppo della popolazione”. Cappellacci ha anche spiegato che l’obiettivo della mobilitazione e’ ripristinare il principio secondo il quale devono essere i Comuni a pianificare la gestione del territorio, “contro il meccanismo attuale che permette a pochi di decidere per tutti”.