Il futuro della scuola italiana
In questo periodo ricominciano le scuole. Faccio parte della Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati e sto seguendo dall’interno questo tentativo di riforma epocale del Ministro Gelmini. I tagli necessari ci saranno, pur essendo dolorosi. Però mi sembra che rappresentino una soluzione per il futuro, verso una scuola fatta di miglior formazione, merito, disciplina e soprattutto meno insegnanti, ma con stipendi decisamente più alti. La professione dell’insegnante è delicata. Il loro lavoro consiste nel fornire ai ragazzi un apprendimento spesso decisivo per le scelte future. Questo non vuol dire che debbano ricevere stipendi bassi o che, al contrario, non si debbano impegnare per dare di più, aggiornandosi continuamente.
Il mio pensiero coincide con quello del Ministro. Credo che l’avanzamento di carriera debba prescindere dall’anzianità di servizio. La professione dell’insegnante va rivalutata complessivamente, caricandola di onori pari agli oneri sostenuti. Bisogna fornire maggior qualità nell’offerta formativa e a questo servono insegnanti più preparati di quelli attuali. Non è possibile che i nostri ragazzi siano ultimi nelle classifiche europee di rendimento scolastico. Per quanto mi riguarda ritengo che possiamo anche superare il modello del concorsone pubblico, affidando ai singoli istituti la capacità di poter scegliere il proprio insegnante, applicando alle scuole il modello universitario. Con dei correttivi “anti-baronato” da estendere anche all’Università. Questo dovrebbe valere per le scuole superiori, almeno.
Le polemiche del ministro Bossi, contraddette dal disegno di legge presentato dal Governo, sono una piccola tempesta di fine estate.
Comments
Enzo Cumpostu, Nuoro
La scuola ha rappresentato da sempre le fondamenta della società umana: se la scuola va in degrado parallelamente la società tende ad andare alla deriva: è naturale, fisiologico. Fenomeni come il bullismo potrebbero essere una conseguenza di questo degrado? Forse si. Premiare i meritevoli, sia tra chi la scuola la frequenta sia tra chi dietro le scrivanie trasmette le proprie conoscenze ai suoi allievi dalla primaria alla secondaria non significa instaurare un regime didattico ispirato alla meritocrazia poiché la meritocrazia ha come conseguenza – come giustamente sottolineava Bruno Murgia in questo suo post – rigurgiti di baronati tanto tristemente noti e famosi soprattutto in ambito universitario, rettorati e nelle professioni frutto di un lungo percorso accademico: pensiamo ai baroni della medicina, della giustizia, dell’università stessa sotto forma di regni incontrastati nei vari atenei e facoltà.
Resta da stabilire la validità dei criteri con i quali si considerano meritevoli o meno siano al passo con i tempi e, soprattutto, privi di vizi di forma e di sotterfugi.
Dico quewsto con il grande rimpianto i non avere, a suo tempo, partecipare in prioma persona a quelli che sono ocnsiderati i più importanti e forse non facili percorsi accademici nel nostro Paese.
Ma sì, dopotutto si può vivere bene anche senza il Dott. prima del nome e spero che questo lo comprendano soprattutto quei giovani ai quali, forse, sarebbe maggiormente indicato seguire altre strade: le nuove professioni e le nuove professionalità emergenti.
Maralai
finalmente la ripresa!
in bocca al lupo per il nuovo blog., caro Bruno; già ci sarebbe da scrivere un paio di parole sugli accordi del Pdl con l’Udc sardo, annunciato oggi dalla stampa regionale. Da ricordare che gli stessi personaggi dell’Udc di oggi, appena ieri hanno fatto perdere le elezioni a nuoro città, e nuoro provincia. anche alle regionali passate hanno dato un forte contributo, per avere scaraventato il mal di pancia di mariolino floris sulla giunta Pili. Vogliamo dare una mano a Soru?
ciao
M
konan
state distruggendo la scuola per risparmiare pochi spiccioli… vergogna! daremo battaglia fino alla fine.
Isabella
State dando un bell’aiuto alla Sardegna!!!!
Con tutti i disoccupati che ci sono, non avete pensato minimamente a tutti gli insegnanti precari che con fatica e soldi hanno dato più concorsi per riuscire ad avere finalmente, a quarant’anni e più, un incarico annuale e che voi,in un attimo, per appoggiare una riforma , che non ha niente di riforma, gettate nella disperazione.Che altro tipo di lavoro troveranno in Sardegna queste persone? Ci avete pensato? Eppure lei dovrebbe conoscere bene realtà sarda. Complimenti!!!!!
admin
Non penso che sia esattamente come dici tu Isabella, in ogni caso è importante stabilire, una volta per tutte, che la scuola è fatta dagli insegnanti (ai quali le forze politiche di sinistra vorrebbero promettere condizioni non proponibili, per ottenere qualche voto in più) ma soprattutto dai bambini e dai ragazzi.
La scuola è fatta di precari, moltissimi, di persone preparate, tante, e di spreco di risorse non compatabili con lo stato attuale della nostra popolazione e delle nostre spese. Meglio avere 1000 maestri stabili e ben preparati, motivati, validi che lottano per 900 posti, che averne 5000 che si scambiano 20 ragazzi, in condizione di perdurante precarietà e a tutto svantaggio dell’apprendimento. (br).
Un saluto.
Isabella
Non dirlo a me che la scuola è fatta soprattutto dai ragazzi, dal momento che ho insegnato per ben 33 anni ; per fortuna sono appena andata in pensione e non avrò quindi modo di subire direttamente le conseguenze di un simile scempio . E’ evidente che tu non sai cosa significa lavorare in una classe con 30 alunni: bell’apprendimento!
Parli di spese? Non pensi si potesse tagliare da altre parti?
admin
isabella, certo che non so cosa significa lavorare in una classe con trenta insegnanti. lo so però da mia mamma che ha fatto l’ insegnante elementare per quasi 40 anni, come maestra unica e con il modulo. sono cresciuto con queste storie. con colleghi e colleghi impreparati, con genitori menefreghisti, con maestre e maestri eccezionali. si poteva tagliare da un altra parte ? può darsi, ma per me la riforma è buona e come ogni riforma italiana difficile e strumentalizzata. alla fine credo che – se il tempo pieno, come dice la gelmini verrà mantenuto- molto pochi perderanno il lavoro. in ogni caso: purtroppo la scuola stava diventando un ammortizzatore sociale. (br)