Entries from: settembre 2008

A Wall Street l’ultimo “Falò delle vanità” ( Tom Wolfe )

Sappiate che il vostro inviato si limita semplicemente a riportare una notizia, quando racconta di quanta gente, nelle ultime settimane, ha assillato l´autore del “Falò delle vanità” con la domanda «Cosa comporterà questo per i Padroni  dell’Universo?» 

“Questo”, sarebbe l’attuale crisi bancaria. L’espressione “Padroni dell’Universo”, tratta da quel libro, si riferiva a quei giovanotti ambiziosi (non c´erano donne) che, a partire dagli anni Ottanta, iniziarono a mettersi in tasca milioni di dollari all´anno in premi di produttività, operando nelle banche di investimento come la Salomon Brothers, la Lehman Brothers, la Bear Stearns, la Merrill Lynch, la Morgan Stanley e la Goldman Sachs. Le prime tre non esistono più. La quarta sta per essere assorbita dalla Banca d´America.

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Il nero controcorrente

ROMA — Per i partigiani, non ha fatto la cosa giusta. «Le dichiarazioni di Spike Lee ci indignano, ha fatto un film che non ha presente l’esatta verità di ciò che è avvenuto a Sant’Anna di Stazzema». Il vicepresidente della sezione Anpi di Pietrasanta, Giovanni Cipollini, ha replicato in serata al regista Usa. Lui aveva appena finito di dire che dopo gli attentati i partigiani spesso fuggivano lasciando i civili inermi, soli a vedersela con le rappresaglie dei soldati tedeschi. E poi: «Come regista, non mi scuso con nessuno». Il regista di Fa la cosa giusta avrebbe voluto chiudere così la polemica dei partigiani sul film Miracolo a Sant’Anna, che 01 distribuisce da venerdì in 250 copie. Domani all’anteprima del film a Viareggio l’Anpi, l’associazione dei partigiani, farà volantinaggio di protesta «per le menzogne storiche e per l’offesa recata alla Resistenza». Volevano incontrare il regista per un confronto, «ma non è stato possibile». I partigiani l’avevano già accusato di «falso storico», perché si ipotizza che la strage di civili a Stazzema ad opera delle SS sarebbe causata dal tradimento di uno di loro. A dire il vero le stragi nel film sono due e, per motivi diversi, entrambe provocate da partigiani: il traditore impersonato da Sergio Albelli («non ho mai pensato di recitare il cattivo») non avvisa dell’arrivo di una colonna di tedeschi, e l’eroe Pierfrancesco Favino («siamo un paese diviso a metà dai tempi di Dante») non attribuendosi la colpa dell’imboscata provoca la strage in chiesa col principio della decimazione: 10 civili inermi per ogni soldato ucciso. «Che il film possa aprire una discussione sul passato dell’Italia — continua il regista — è una cosa positiva, ci sono diverse interpretazioni su ciò che è successo, ma il fatto è che il 12 agosto 1944 la 16ª divisione di SS massacrò 560 civili italiani, uomini e donne, anziani e bambini». Continue reading »

Soru, il furbacchione col silenziatore

Avete presente lo sconcerto odierno provocato dalla vignetta disegnata da Mauro Biani per Emme?

Bene, in Sardegna non c’è la pistola rivolta contro Brunetta, ma un governatore della Regione col silenziatore in mano. E sapete contro chi lo usa? Contro il popolo sardo, che avrebbe diritto a essere informato sulla consultazione elettorale del prossimo 5 ottobre. Invece niente. Soru sta zitto, non si esprime, non difende minimamente quell’invenzione improbabile che è Abbanoa e la sua famigerata legge Salvacoste. Nulla, zitto, mutu come una volpe dietro il pollaio.

Ci vuole una bella risposta di massa. Così lo staniamo.

Primarie, perché no?

Un’occasione persa o una possibilità concreta?

I lavori della convention dei Riformatori a Geremeas hanno riproposto temi ambiziosi per il centrodestra sardo: l’auspicato Partito del Popolo Sardo, versione autonomistica del più miscellaneo Popolo delle Libertà e le “primarie”, quale criterio di scelta della leadership che sfiderà Soru nel 2009.

Prendo da La Nuova Sardegna di stamani, che riassume le diverse posizioni degli intervenuti:

Cappellacci ha lanciato un segnale di ottimismo e a chi gli ha chiesto «quando deciderà Berlusconi?», ha risposto: «Quando noi tutti gli porteremo il nome del candidato migliore». In Forza Italia, però, i problemi sono forti. Soprattutto per l’alto numero di aspiranti alla leadership: Mauro Pili, Salvatore Cicu, Settimo Nizzi, Emilio Floris. Si parla anche dell’ipotesi di Beppe Pisanu, considerata la più forte in assoluto, anche se il senatore ha sinora detto di non essere candidato. Secondo alcuni, la scelta potrebbe cadere anche su un esterno, forse un imprenditore. Cappellacci non ha risposto esplicitamente ma si è mostrato contrario alle primarie (a differenza del suo predecessore Piergiorgio Massidda) e ha preferito concentrarsi su come la coalizione deve prepararsi non solo a vincere ma anche a governare bene, decidendo quindi programmi e priorità.

Alleanza nazionale non si è detta contraria alle primarie, ma Delogu non ha nascosto che è una strada difficile. Ha precisato, però, che non deve essere una scelta tra pochi ma che bisogna comunque fare una scelta largamente condivisa e gradita ai sardi, non imposta dall’alto. E ha avvertito gli alleati di un rischio: non si può fare una campagna elettorale solo parlando male di Renato Soru, bisogna costruire una piattaforma credibili.

Sul punto messo in rilievo da Mariano Delogu dico di più. Se è possibile fare le primarie, dando un ruolo al “popolo sardo” e dove non sia possibile, anche per motivi organizzativi, tentare di creare la massima unità intorno a una figura che unisce, che sia riconoscibile e riconosciuta. Il programma poi dev’essere una valida alternativa al punto di vista di Soru, che è ben conosciuto. E dobbiamo sforzarci di parlare ai Sardi, convincendoli che noi non andiamo a Cagliari solo per smontare quanto fatto da Soru. A questo saranno chiamati loro domenica prossima.

Il mito della scuola elementare

Un articolo definitivo sul maestro unico di Luca Ricolfi, comparso sulla Stampa di ieri.

Ci sono, nelle politiche governative in materia di istruzione, parecchie cose che mi lasciano perplesso. Ad esempio la mancanza di una diagnosi convincente dei mali della nostra scuola e della nostra università. Il vuoto di iniziative forti per aumentare il numero di asili nido, specialmente nel Mezzogiorno (uno dei cosiddetti obiettivi di Lisbona: portare la copertura al 33% entro il 2010, contro l’11% attuale). Soprattutto non mi piace per niente il fatto che all’Università (dove lavoro) i tagli della manovra finanziaria 2009-2011 siano uguali per tutti gli Atenei, quando da anni – grazie ad una serie di ottime ricerche – si sa con precisione quali sono gli atenei che spendono (relativamente) bene i loro fondi e quali li dilapidano in una corsa senza senso all’aumento del personale e agli avanzamenti di carriera. E tuttavia, nonostante queste riserve, stento a capire l’incredibile pioggia di critiche, insulti, manifestazioni, sceneggiate, lezioni di pedagogia (e talora di democrazia) che sono state riversate sul neo-ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non appena ha cominciato a occuparsi di scuola, e in particolare di quella elementare (per una rassegna consiglio di vistare il sito del Partito democratico e quello della Cgil-scuola, ora ridenominata Flc). Il mio stupore nasce da due ragioni distinte. Continue reading »

Le perline di Cuccureddu

1) Nel 2007 la conferenza permanente delle città storiche del Mediterraneo (tra cui Castelsardo) ha organizzato il concerto della Natività a Betlemme, mettendo d’ accordo i consiglieri comunali cristiani con quelli di Hamas. Ha detto il sindaco di Castelsardo Cuccureddu: “E’ stato più facile far dialogare i cristiani con Hamas che le amministrazioni locali con la Regione, durante i lavori preparatori dello sciagurato Ppr“.

2) Sempre Cuccureddu: “La Sardegna fa 5 milioni di passeggeri l’anno su Cagliari, Olbia e Alghero. Le Baleari 29 milioni. Ma di che parliamo?”

3) Ancora il sindaco di Castelsardo: “A Soru del turismo non importa niente. La sua filosofia di sviluppo, tra Ppr e tasse sul lusso, prevede l’ annullamento del concetto stesso di turismo”.

I candidati/4

Uno potrebbe dire: e l’area An? La destra del Pdl?

Sarò chiaro: i nostri uomini non sono assolutamente da meno. Mi fa incazzare chi lo pensa. Nel 2004 facemmo un tragico errore a non puntare i piedi su Mariano Delogu e ancora oggi sono parecchi i cittadini che scommetterebbero sull’ex sindaco di Cagliari.

Il punto è che non abbiamo fatto gioco di squadra e dunque le ambizioni di un Mario Diana, di un Artizzu o di un Liori (Matteo Sanna lavora molto in Gallura, Carmelo Porcu si dedica ad una fondazione) si infrangono con un sistema, anche giornalistico, che non offre grandi spazi.

Ma fare una propria proposta corredata soprattutto da 5 idee che disegnino l’ alternativa a Soru, con una visione dello sviluppo, dell’ambiente e della nuova identità è l’obiettivo da prefiggersi. Non solo: guardare solo dentro il proprio perimetro significherebbe entrare nel Pdl da subordinati e questa non è certo la mia intenzione (FINE).

New York snobba «Sonetàula»

NEW YORK. La Sardegna è stata snobbata dallo stesso festival del cinema che sponsorizza generosamente da due anni a questa parte. La Regione è uno dei tre sponsor del New York Film Festival, che prende il via oggi, nei prestigiosi teatri di Lincoln Center eppure non è riuscita a far approvare la scelta dell’ultimo film di Salvatore Mereu. Come altro spiegare l’assenza di «Sonetàula» dal cartellone delle proiezioni? Si tratta infatti di un film che è stato prodotto anche grazie all’appoggio finanziario della Regione. Ma poiché non sarà in competizione a New York è lecito pensare che sia stato il comitato per la selezione a bocciarlo. Forse perché «Sonetàula» è tutto meno che un veicolo pubblicitario per la Sardegna. Sponsorizzare il NYFF dovrebbe servire a promuovere il turismo americano verso l’isola, ma le intense e artistiche immagini di Mereu non catturano gli aspetti più accoglienti della Sardegna. Sono due ore e mezzo di Sardegna pastorale negli anni successivi al 1938. E le scene più crude della pellicola del regista di Dorgali sono state probabilmente il motivo per cui il comitato del New York Film Festival ha detto di «no» al film, pur dicendo sì ai soldi sardi. Continue reading »

Dov’è la destra

Ieri Floris e Mentana, oggi Santoro più Formigli ( e ogni tanto Riotta ): l’ informazione tv è comandata da giornalisti di sinistra.

O non ci sono giornalisti di destra all’ altezza o, come al solito, informazione e cultura non sono nelle grazie dei nostri leader.

Alitalia, chi vince e chi perde

Quello che poteva essere risolto il 18 settembre ha avuto il suo epilogo circa un’ora fa: con la mediazione del governo è stato firmato l’accordo tra Cai di Roberto Colaninno e tutte le sigle sindacali, Cgil compresa. Entro le 20 firmeranno anche piloti e assistenti di volo: Alitalia è salva. Che Dio ce la mandi buona.

Dicono che sia ripreso il dialogo tra Berlusconi e Veltroni, dunque accordo su Alitalia e Rai. Sulla Rai ( che andrebbe privatizzata e tolta all’ influenza dei partiti ) ci torneremo in seguito. Il dato politico è questo: Berlusconi voleva tenere in mani italiane la compagnia di bandiera ( con l’ apporto in minoranza probabilmente di Air France ) ed è riuscito, con il benestare dei sindacati. Veltroni, attraverso Epifani, voleva far fallire la trattativa e addossare le colpe al premier: invece ha dovuto fare un passo indietro, dimostrandosi senza strategia. Morale: ha vinto Berlusconi e perso Veltroni. Ancora una volta. 

( Ma il leader Pd, a Porta a Porta dice di essere stato decisivo. Non c’è limite al ridicolo. Come in campagna elettorale: siamo lì, a un’ incollatura, diceva. E poi è andata come è andata ).